Journey, In viaggio col dolore



26.06 2019
38. IN VIAGGIO COL DOLORE. Sauze d'Oulx. Try (just a little bit harder).

Poi arrivò il caldo umido milanese e a Luglio 2012 mi trasferii a Sauze d'Oulx, località di montagna-di cui ho già parlato in episodio precedente- non lontana da Torino, raggiungibile da lì con corriera e treno. In questo modo potevo continuare la cura di NSA da Marc Jubelin. Sauze è un luogo di villeggiatura storico, caro a me e alla mia famiglia, dove ho amici ancora oggi ed è a 1.500 metri dal mare, un toccasana per il suo clima asciutto e fresco. 
 
Ecco che cosa scrissi lì un giorno di agosto 2012.
 
"E’ mezzogiorno: ho giusto il tempo di arrivare alla corriera che parte dalla parte opposta del paese. Esco di casa e mi incammino. Ho un trolley che trascino sul pavé del borgo antico di questo paese di montagna, in provincia di Torino, facendo un rumore un po’ imbarazzante per me, perché spezza la bellezza di questa atmosfera di pace e silenzio. Un’atmosfera intima e antica. Qui, in fondo al “paese vecchio”, abito da quasi due mesi, con gli amici che vivono intorno e ci lavorano. C’è anche una bellissima cappelletta romanica dove ho l’abitudine di andare a meditare, a pregare, a cantare. Ci passo davanti, trascinando il mio bagaglio rumoroso. Allora provo a tirarlo su per qualche metro ma pesa, anche se è quasi vuoto: non posso sforzarmi, mi fanno male le braccia e le mani. Pazienza….Lo rimetto per terra, decisa a procedere chiassosamente. Lo vedono i passanti che zoppico….E poi lo sanno. La voce si sparge veloce nei paesi, al punto che i miei amici, col passa-parola, riescono a tenermi d’occhio a distanza, a sapere dove sono e se ho bisogno di aiuto. Tornando al trolley e al rumore, non mi importa: la cosa essenziale è riuscire a fare la salita, trovando un passo e un modo accettabile, scoprendo come, perché di momento in momento il mio corpo cambia e si muove in maniera differente. Cioè, quasi nessun movimento può accadere automaticamente: è necessaria presenza e consapevolezza per trovare, scoprire ad ogni passo come si può camminare al meglio, come posare il piede per non farmi male al ginocchio; come muovere il braccio destro al meglio e le mani; non scontrare le persone e fare in modo che gli altri non mi facciano involontariamente del male. 
Mentre salgo, il corpo in avanti, ma più eretto di mesi fa, i polpacci mi fanno male, anche se, invece, i tendini di Achille vanno meglio. Onestamente, si fanno sempre sentire, ma mi fa bene notare i miglioramenti, che cosa c’è di buono ogni giorno. Sono miglioramenti che possono peggiorare, ma poi, alla fine, io so che migliorano. Lo so per esperienza. La parte destra del mio corpo è attaccata dall’artrite, ma anche la mano sinistra non scherza: artrite reumatoide…un brutto nome: una brutta bestia.
Noto con gioia, una volta in cima a questa dannata, ripida salita, che posso continuare a camminare. Non mi devo fermare  come succedeva un po’ di tempo fa. Il pavé mi faceva un male cane sotto le stesse suole delle stesse scarpe. Le pietre sembravano acuminate e io ansimavo e lacrimavo dal dolore…..ma bisognava muoversi!!! Sciogliere le articolazioni, reagire, contenendo il dolore e non cadendo nella sofferenza. Il movimento, per non bloccarsi ancora di più.
Finita la salita e col trolley che borbotta chiassosamente, mi rendo conto di aver fatto così tanti progressi, e ne sono profondamente felice.’ Un’emozione pacata….anche questo passerà….mi dice , ma me la gusto fino in fondo, fin tanto che c’è. Non è la prima volta che il mio corpo ha delle ricadute. Non è la prima volta che mi ritrovo a riabilitarne un pezzo: un  braccio, un gomito, un ginocchio, le mani. 
La mia attitudine al positivo, ai progressi, potrebbe sembrare una forzatura, ma mi tiene su." 

 

Una delle mie 'medicine' principali che ho capito di possedere naturalmente e che poi ho messo in pratica in questi anni di tremenda sofferenza fisica ed esistenziale è stata (ed è!) quella di fare ciò che mi sento, al di là dell' impossibile. Soprattutto se è una cosa che mi farebbe stare bene, in un certo modo 'progredire'. Perchè le medicine sono, per mia esperienza, al 30% fisiche e al 70% nutrono il nostro stato emotivo, sentimentale, intellettuale, artistico, di cuore e ancor più curano la parte essenziale, animica del nostro essere.

In Agosto, nonostante tutti quei dolori e deperimento fisico, riuscii ad andare a Konya con la mia cara amica Caterina per riprendere il mio prezioso armonium indiano che avevo lasciato lì, assieme a tutto praticamente! Non potevo stare senza!

Di ritorno, desideravo fare un regalo alla comunità di Sauze e ai miei amici che si erano dedicati a me in quel periodo. Così andai a parlare col Parroco e ottenni il permesso di fare un concerto nella bellissima cappelletta romanica del centro storico. Un concerto di 2 ore di canti mistici per voce ed armonium. Naturalmente, mi occupai anche delle locandine che mi aiutarono a fare graficamente. Le stampai e andai ad affiggerle personalmente nei luoghi strategici, accompagnata in auto da un amico della zona. Poi mi procurai l'amplificazione....Intanto riprendevo le canzoni. Le arrangiavo, e me le suonavo e me le cantavo... Mi davo un piccolo, ma grande! scopo. Una cosa che potevo realizzare, alla portata delle mie forze.

Il 24 agosto 2012 diedi il mio primo concerto di quel genere musicale e lo intitolai 'La divina melodia'. Fu emozionante sentire la mia voce espandersi nel reverbero naturale di quella chiesetta. C'era tanta gente, quasi tutti fuori dalla chiesa, perchè era davvero piccolina. Vendetti anche molte copie del CD 'O Magnum Mysterium'.

 

Nella foto si può vedere la felicità che traspare nonostante il mio deperimento fisico e nonostante il corpo e tutto il mio essere fossero esili, anche energeticamente parlando.

Quella felicità che posso richiamare alla memoria e sentire attraversare il mio corpo ancora oggi , è un benefico nutrimento per le mie cellule, un balsamo.

 

 

'The Best is Yet to Come'

'Il meglio deve ancora arrivare.'

Carolyn Leigh-Titolo di una canzone ed epitaffio desiderato da Frank Sinatra sulla sua tomba. 

 

 

JANIS JOPLIN 'TRY (JUST A LITTLE BIT HARDER)'    NEL VIDEO A FIANCO

 

 

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