Journey, In viaggio col dolore



12.06.2019
36. IN VIAGGIO COL DOLORE. Konya, il Calvario.

Mi crea non poca difficoltà (e dolore!) raccontare questo periodo della mia vita. Del resto, lo dice anche il titolo di questo articolo...
 
Dalla consapevolezza acquisita nel frattempo, negli ultimi 7 anni, mi sembra di vedere un' altra donna. Una donna che cercava ciò che desiderava, senza sapere che invece è ciò che fa stare bene che conta... il desiderio è dell' immagine di sè, è dell'ego, mentre ciò che ti fa stare bene, ti fa stare bene!
 
Provo tanta compassione per quella persona e, anche se l' ho pagata cara davvero, penso che la malattia, tutto quel dolore, l' handicap, mi abbiano cambiata.
Quella donna era stanca della vita mondana. Delusa e incapace di sgomitare, chiedeva solo di meditare, pregare, cantare al Divino e stare in mezzo ai Sufi, nella Via del Cuore. Konya, per via della sua atmosfera spirituale e per il fatto che lì è sepolto Rumi, è una città anche con del movimento turistico importante.
Si era chiesta più volte come mai sentiva quell' anelito così forte. In un certo senso, era simile alla spinta che l' aveva portata a New York.
 
Mi trasferii a Konya, in Turchia, Anatolia centrale, nel marzo 2012. Era da un anno che ci andavo regolarmente, soprattutto per ricevere gli insegnamenti del mio insegnate Alì e per onorare Mevlana Jalal ad -Din Rumi.
Ricevevo quello che dovevo apprendere, perché l' insegnamento è personale. Era molto bello ascoltarlo. Spettava poi a me cercare di comprendere e di mettere in pratica nella mia vita quotidiana quello che mi trasmetteva.
Mi passò anche molte delle 40 porte dell' Amore che, anni dopo, mi divertii ad illustrare con delle fotografie QUI .
Alì mi disse che ero già stata a Konya, che non mi comportavo come una turista in visita, ma mi muovevo come una persona che apparteneva già a quel luogo. In effetti, non ero molto interessata alle attrazioni della zona.
Amavo profondamente Rumi e andavo tutti i giorni a trovarlo nel mausoleo dove è sepolto, ma sentivo anche una connessione molto profonda e naturale con Shams, il suo Maestro.
Ogni giorno andavo prima da lui, poi, passando attraverso il vecchio mercato, compravo nocciole e altre proteine vegetali, dei datteri e poi mi dirigevo da Rumi dove mi aspettava un buon caffè espresso che il barista Omar mi faceva al bar dello shop del museo. Dopo un certo periodo, iniziai ad avere lo sconto o a entrare gratuitamente. Ci andavo tutte le mattine. Se c'era il sole, mi fermavo seduta fuori dai tavolini del negozio di gadgets a leggere e ad osservare l' infinita umanità multietnica che transitava. Andavano tutti da Mevlana, come lo chiamavamo noi. Mevlana vuol dire Maestro, e Rumi, nel Sufismo, è il Maestro per antonomasia.
 
 
Prima di partire avevo fatto a Genova delle analisi accurate, densità ossea, sangue e altre cose. Tutto era ok e inoltre avevo molta energia. Ma avevo trascorso un periodo di forte stress. In un anno e mezzo non avevo vissuto più di 3 mesi nello stesso luogo.
 
Avevo avuto delle avvisaglie, dei ritorni di dolori reumatici e una grande stanchezza, ma non ascoltai il mio corpo. Mi sentivo speciale a partire, ad abbandonare il mondo ... Mi sentivo 'arrivata' spiritualmente (dove, non si sa! Ma era così). Non riesco a credere che abbia fatto una simile 'sciocchezza', a mettermi in viaggio nonostante i reumatismi, nonostante avessi voglia di altro....Ricordo che volevo andare a trovare la mia amica Marga in India. E ricordo anche di aver pensato che potevo trasferirmi a Torino, città ricca culturalmente per la musica e per la spiritualità. Avrei avuto anche la possibilità di curarmi regolarmente col NSA di Marc Jubelin.
Oggi vedo quanto ero distante da me stessa, da ciò che mi faceva stare bene, raccontandomi la storia che non avevo più voglia di mondanità. Era vero, ma era una delle sfaccettature di una realtà mia interiore più complessa e variegata.
 
A Konya mi trasferii in un appartemento che iniziai a sistemare. Guardavo la serie televisiva 'Sex & the City' che mi ero portata lì in DVD e incominciai a realizzare che ero anni luce distante dalla reatà e dal femminile che avevo intorno. A poco a poco mi resi conto che 'il gioco non valeva la candela'. Ma fu tardi. Una mattina mi alzai e, oltre al ginocchio già molto dolorante da giorni, a stento potevo muovermi e vestirmi. Impossibile tagliare la buccia di un'arancia. Avevo dei dolori inenarrabili. Inoltre dimagrii moltissimo: nell'arco di una settimana persi una taglia.
Ricordo lo stato di trance. Non sentivo molto a livello emotivo. Sconnessa da me, mi ero allontanata dal riconoscere che cosa mi facesse stare bene.
Fortunatamante, per istinto, ascoltai il discorso di Osho 'The Guest' e, appena udita la sua voce, piansi, piansi di commozione. Un pensiero mi arrivò:
'Sei cristiana, cantante, single, discepola di Osho, ex femminista, con lunghi capelli rossi scoperti. Praticamente sei il diavolo qui! Non ce la farai mai a fiorire, a esprimere tutta la tua bellezza, la tua ricchezza di donna europea, artista, colta, libera....'
E, sempre d' istinto, telefonai a due mie amiche: Caterina, di Milano e un' altra amica di Torino. Questa mi disse che non era poi così grave se tornavo....che probabilmente quello che dovevo ricevere l' avevo già imparato. Caterina mi disse di andare subito da lei, a Milano. Mi avrebbe ospitata a casa sua. Conoscendomi bene, capì, da come le avevo parlato, che era grave...
E grave era.
 
 
 
DJIVAN GASPARIAN 'DLE YAMAN-SONG OF COMPLAINT'    NEL VIDEO A FIANCO '
 
 
 
 
'La relazione più importante, difficile ed emozionante è quella che si ha con se stessi.' 
Dalla serie-tv 'SEX AND THE CITY'

 

 

SE TI PIACE, CONDIVIDI IL POST NEI SOCIALS USANDO I SOTTOSTANTI BOTTONI

O COPIA L'URL IN ALTO E INVIALO A QUALCHE AMICA/AMICO DALLA TUA POSTA ELETTRONICA.

 
Se desideri ricevere la Newsletter 'In viaggio col dolore' iscriviti QUI