Journey, In viaggio col dolore



24.04.2019
30. IN VIAGGIO COL DOLORE. Byron Bay, Australia.

Dopo l'assistenza e dopo un altro gruppo fatto con lo staff del Path of Love, mi presi un po' di vacanza. Dalle emails che ho scritto emerge spesso l' attenzione a non fare 'sforzi'. Lo sforzo è, infatti, tipico dell' ego, e io ne ho fatti tanti nella mia vita, come tutti noi...
All' inizio, da bambina, per trovare un' identità in mezzo a tutti 'quei grandi', fratelli e genitori, all' interno della mia famiglia di origine. Annaspare per farmi vedere, bambina in mezzo a degli adulti che ovviamente erano più intelligenti, preparati, educati, esperti ecc ecc... Da ragazzina dovetti fare il liceo classico, quando era stato sempre evidente, fin dai 4 anni, che ero molto portata per il disegno e dai 6 anni in poi per la ginnastica artistica e in seguito per la danza classica.  Ero sempre la più brava della classe e dei corsi che frequentavo.  Andò a finire che, a forza di sforzarmi di fare cose per le quali ero solo che relativamente portata, divenne un' abitudine 'tradirmi' e credere di non avere molto valore, dimenticando i miei talenti e i miei 'skills'. Mi sentivo come 'calimero brutto piccolo e nero' dato che spesso da piccola mi ero percepita come l' 'ultima ruota del carro'. Questa percezione di me continuai a reiterarla anche da adulta per un bel pezzo della mia vita, nonostante gli applausi e i complimenti della gente. Infatti, dai 24 ai 28 anni dissi una riga di 'no' clamorosi a dei 'treni' che passavano, contratti discografici, produzioni con artisti pop strafamosi e bravi, opportunità che mi avrebbero fatta decollare come cantante pop italiana. Ma all' epoca, era più facile per me essere 'underground', ribelle, bere dalle 19 in poi (Martini cocktails, vino a tavola e vodka tonic dopo cena) e avere come compagno un chitarrista di poco talento ma che sbrigava tutte le cose che io non sapevo fare. 
In questo stile di vita ribelle, underground, un po' al limite, mi sentivo speciale.
 
Ma, tornando all' Australia, cercare di non fare sforzi interrompeva quindi quella catena di annaspamenti di tutta una vita, e svelava vulnerabilità inaspettate, ma anche parti di me che non conoscevo e che quindi imparavo a riconoscermi come la passione, il coraggio e la grande forza. Ognuno di noi arriva nel mondo munito di splendide qualità essenziali. La nostra anima risplende come un diamante che ci rende unici col nostro cocktail di qualità essenziali. Uno dei passaggi della ricerca interiore è quello di scoprire questi doni interiori, perchè sono dei doni! Di riconoscerli e di dar loro il giusto valore. E poi di trasmetterli nel mondo, attraverso il nostro operato. Il più delle volte sono qualità inconsce, mentre quelle dell' ego sono consce, ma non c'è bisogno di essere dei 'santi' o degli illuminati per riconoscere la nostra unicità essenziale. 
Assieme al 'non-sforzo' nacque anche il desiderio di voler sentire e dare spazio maggiormente alla mia parte femminile, cosa che funzionò, perchè a un certo punto mi accorsi di avere un certo numero di corteggiatori. Ero abbronzata, mangiavo sanissimo e andavo da un bravo dottore chiropratico di NSA che stava a un blocco di distanza da dove vivevo io! E mi volevo bene in un modo nuovo.
 
La vita era veramente una pacchia! Bikini con pareo e 'flip flop' + un bellissimo cappello di paglia da cow boy: questa era la mia divisa a Byron Bay, la piccola cittadina australiana dove vivevo, presso il Cap Byron, sull' Oceano, sacra agli aborigeni che ci seppellivano i morti e l' avevano soprannominata con un nome che, tradotto, vuol dire 'Meeting Place', 'Punto d' incontro'.
Per me era il Paradiso in Terra, anche perchè gli 'Ausie' mangiano gluten-free regolarmente. A Byron Bay la maggior parte degli abitanti pratica meditazione, yoga, c'è una nutrita comunità di Osho e del Path of Love.
 
Di questo periodo ho ricordi che porto indelebili nella mia memoria e nel mio cuore, assieme a tante persone, uomini soprattutto! Belli belli belli. Mel Gibson lì è abbastanza 'normale' come bellezza. Gli australiani che incontravo io, un po' hippies, 'biologici' ecc ecc.... erano sani, camminavano in grounding naturalmente, ben piazzati per terra. Gli unici ad indossare bene i bermuda, perchè hanno tutti, tutti davvero! i polpacci abbronzati. Moltissimi camminavano scalzi per strada, uscendo da dei furgoni anni '70 che non capivi come potessero ancora mettersi in moto e circolare. E soprattutto hanno questi sguardi selvatici, un po' scorpionici, che si perdono nell' infinito e che mi lasciavano senza parole. Quella che si chiama Malehood, Mascolinità e che si ritrova decisamente nella squadra di rugby Neozelandese degli 'All Blacks', quando, prima di ogni partita, fanno il rituale della danza Maori Haka. Woow!! Non così esasperata, ma sentivo quel tipo di mascolinità primordiale che, diciamocelo, è andata un po' perduta, come del resto una certa femminilità....
Non facevo fatica a sentirmi 'femminile',  delicata, finalmente che 'Ci pensa lui e io mi rilasso e faccio la principessa'. In quel periodo sentivo emergere anche la mia parte selvatica, incontaminata e libera mescolarsi a un femminile vulnerabile, aperto, dolce, fragile e anche regale come da sempre mi dicono sia il mio modo di incedere...insomma, quanto stavo bene!!!
 
Per farsi un' idea dell' atmosfera particolare di Byron Bay, della sua storia, la sua musica, la sua natura, il suo relax...clicca QUI
 
Qui di seguito, un' email scritta in quei giorni.
 
25.03. 2009
'stasera ho deciso di uscire come sempre verso le 7 per andare a fare un po' di foto.....ero indecisa e poi mi sono diretta verso il mare...sono andata  dove vado di solito..da dove arrivavo, verso est, era piuttosto blu e il faro si vedeva ancora in lontananza, il faro di cap byron...avvicinandomi al mare e andando verso ovest, improvvisamente mi si è aperto uno spettacolo meraviglioso....c'era una foschia in lontananza e la luce era rosa....le montagne, oltre quella foschia, si intravedevano appena ed erano grigio perla.....in lontananza arrivava un suono indistinto di percussioni....a mano a mano che mi avvicinavo, potevo vedere sempre + a ovest le montagne diventare nere e il cielo sempre più rosso .....dal rosa e grigio, diventava contrastatissimo e i tamburi si avvicinavano......mi sono ritrovata su uno spiazzo naturale con 5 percussionisti che suonavano diverse percussioni e tamburi. dalla spianata naturale scendevano gli scogli degradando verso la spiaggia.. seduta lì, con un bel tamburo proprio dietro la schiena, mi sono fatta trasportare da questo suono potente che mi dava molta energia e solidità e dallo scenario davvero magico e sublime........una bambina davvero bellissima, magra magra e coi capelli molto lunghi e biondi danzava in riva al mare, giù sotto la scogliera, come una sciamana  con le gambe piegate e i piedi conficcati nella terra...quel movimento così in grounding contrastava con l'eleganza e la finezza del suo corpo e della sua tenera età.... e in lontanza l'oceano diventava così powerful ....il suo rumore si mescolava ai tamburi ...le onde sollevavano ondate di emozioni nella mia pancia....non era possibile nemmeno piangere di commozione, perchè era molto forte quello che provavo e assolutamente bellissimo e selvaggio. una voce dentro mi ha detto io voglio questo, mentre guardavo il rosso diventare scuro ...........a est il contrasto era indicibile....era già notte e il faro , punta + orientale dell'Australia, trafiggeva il mio sguardo, lasciandomi senza pensieri, parole, a guardare quell'oscurità inaspettata, mentre a ovest il giorno era ancora presente in tutta la sua gloriosa presenza....avevo chiesto un segno, mentre  mi incamminavo da casa mia verso il mare, indecisa se contattare o no una persona conosciuta ieri mattina ...
 
vi abbraccio....ricordando il rumore delle onde morbide e dolci del mare a Boccadasse...ma anche questa è un'altra storia da poter raccontare
 
Prayan 
 
 
 
'You will feel the most significant experience, you will become ecstatic if you can feel that the whole existence needs you, that you will be missed, that if you are not here, there will be a gap, you will be missed. You are not unnecessary, you are not superfluous, you have tremendous significance.
Hence, love yourself. You are needed as much as the trees, as the flowers, as the birds, as the sun, as the moon, as the stars. You have to be here and you have a right to be the way you are.'
OSHO

 

GARRET KATO  'TAKE IT SLOWLY'  NEL VIDEO A FIANCO                             

 

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