Journey, In viaggio col dolore




26. IN VIAGGIO COL DOLORE. Sauze d'Oulx.

Di ritorno da NY, mi organizzai subito per tornarci!
Presentai il progetto 'Emotionally' con un concerto in un teatro genovese, nel gennaio 2007 e ne produssi anche la registrazione live. Fu una delle esperienze musicali più soddisfacenti per me. E meno male che la registrammo!
A marzo ero di nuovo a NY . Avevo molto da fare: trovare i musicisti del mio nuovo quartetto, fare le prove per le gig e altre cose importanti. Andavo sempre a Chinatown per i trattamenti di agupuntura con ottimi risultati. La mia storia d'amore, invece, era sempre altalenante. 
Come al solito fu tutto molto dinamico, frenetico. Andavo spesso in un locale dove facevano delle jam sessions. Cantare con chiunque era un ottimo modo per imparare tante cose, farsi ascoltare e conoscere persone, perchè i musicisti americani non hanno la puzza sotto il naso e anche le star del jazz a volte venivano a fare due note in quel club dove si mangiavano degli ottimi falafel.
 
 
Tornata a Genova, iniziai a pensare a un nuovo progetto:  un tributo in jazz alla Scuola Genovese.
Scelsi dei musicisti milanesi, pensando che la rilettura in questo modo potesse essere più obiettiva, ma non fu un'idea brillante. Prima di tutto, a Genova avrei avuto la crema dei pianisti Italiani con cui avevo già lungamente cantato per lezioni private o per lavoro, e soprattutto non  avrei sofferto a livello umano, batterista a parte. Sentivo un certo maschilismo, anche un po' di presunzione e di invidia, dato che parlavo spesso di quanto era bella New York. In quanto band leader, produttrice del progetto (e datrice di lavoro!) mi sentivo un attimo sminuita. 
Francamente era la prima volta che, scegliendo i miei collaboratori, mi sentivo così a disagio, ma non fui capace di essere onesta con me stessa e quindi di licenziarli. Mi sarei sentita in colpa, mentre poi ho imparato che la rigidità, una caratteristica del mio carattere, molto spesso nella vita si è poi ritorta contro di me. Dare valore ai miei feelings e mie intuizioni, 'mai dire mai', e non aver paura del giudizio mio e di quello altrui: questa è una ricetta fondamentale per me che imparo dopo aver fatto lo stesso 'errore' per molti anni.
 
Un giorno, nel marzo del 2008, andai in giornata a Montecarlo in treno per provare con alcuni di loro. Al mio ritorno, ero stanca e notai che il ginocchio destro si era gonfiato e mi faceva male. Ripensando oggi a quelle prove, era chiaro che il pianista non aveva una minima idea degli accordi, non si era preparato, ed avevo fatto quella sfacchinata per niente!
Grazie ai punti prescritti dal luminare agopuntore di Chinatown, che era il maestro del mio dottore genovese, potevo essere curata molto bene anche a Genova. Ci volle tempo, ma ci fu un certo miglioramento. Purtroppo però iniziai a sperimentare uno stato di grande paura. 
Fino a quel momento, avevo un blocco nel gomito destro e ad alcune dita delle mani, ma pensare di non poter camminare, non andare dove volevo  e dover dipendere dagli altri era impensabile per me!
 
 
Nonostante le paturnie emotive sulla gamba e sulla scelta dei musicisti, una  cosa positiva sicuramente accadde, e ancora oggi penso che fu guidata dai 'piani alti'. L' esordio di questo nuovo progetto jazz era per il 22 Marzo 2008 a Sauze d'Oulx, un luogo a me particolarmente caro. Là mi portarono i miei genitori quando avevo appena 40 giorni e continuai ad andarci per le vacanze estive e di Natale. Ancora oggi i miei nipoti e pronipoti continuano questa tradizione familiare.
La sera prima della data del concerto arrivai a Sauze per l' ora di cena. Un mio amico del luogo mi aveva detto che eravamo tutti invitati da Gloria, un' amica torinese che avrebbe cucinato per un po' di amici a casa sua.
Gloria, come me, andava a Sauze da sempre, ma non c'eravamo mai incontrate!!!
Trascorsi una bellissima serata, sempre più meravigliata di non aver mai incontrato, in 48 anni, questa bella signora che mi sembrava di conoscere da sempre! Praticava yoga ed era nella ricerca interiore. Venne al concerto e alla cena del dopo-concerto.
Io continuavo ad avere quel problema alla gamba, a fasi alterne. Il giorno dopo ci incontrammo da sole e mi parlò del Dr. Marc Jubelin e del Network Spinal Analysis, un  tipo di chiropratica avanzata, non invasiva per un corpo altamente infiammato come il mio.
 
 
Detto fatto. Ai primi di aprile iniziavo a Torino la mia cura col Network Spinal Analysis. Dedicherò in seguito un capitolo a questo grande dottore e a questo metodo di terapia. Per il momento, mi limito a dire che è un tipo di chiropratica che agisce sul sistema nervoso autonomo e che lavora sui blocchi energetici. Rispetta e facilita l' intelligenza del corpo che si programma e si organizza da solo per tendere sempre al suo benessere e alla sua autoguarigione.
Fui colpita dall' umanità di Marc Jubelin, dalla sua preparazione e dalla sua visione olistica, quindi anche spirituale, che prevedeva un percorso parallelo di 12 stadi di guarigione, molto utile per vivere nel mondo, realizzarsi e interagire col prossimo. Fu un capitolo estremamente importante della mia vita, sia per la mia salute, sia per la mia crescita personale. 
L'agopuntore di Genova mi disse che mi faceva un gran bene alla postura e che la schiena era cambiata. Unitamente alla dieta che cercavo di rispettare con molta fatica ormai da anni, sembrava che avessi trovato il modo migliore per tenermi in salute, nonostante la malattia.
 
 
Senza quel male al ginocchio, non avrei mai ricevuto il dono del NSA.
E poi quel male passò, grazie al dono del NSA.
 
 
 
'Ogni incontro che fai è un incontro con te stesso; pochi sembrano accorgersi che gli altri sono loro.'
Carl Gustav Jung

 

PRAYAN & FRANCESCO D'AURIA  'ODIO'  LIVE A SAUZE D' OULX  NEL VIDEO A FIANCO

 
 
Odio...
Dopo l'amor
che sembrava non dovesse finir
non esiste sentimento per me
che mi possa ancora avvincere a te.
Non puoi essere un amico, lo so,
non c'è affetto che serbare potrò:
ricordandoti ti odio, ti odio.
 
Non ci son lacrime per te,
non un sospiro, più nulla che possa ancor
donarmi un brivido per te di desiderio,
soltanto l'odio mi brucia il cuor.
 
Dopo l'amor
non rimane né dolcezza o dolor,
non c'è un velo di rimpianto per te,
non un'ombra di tristezza per me,
non c'è un po' di nostalgia né pietà,
non un pianto che calmarmi potrà:
ripensandoti ti odio, ti odio.
 
L'amor che passò maledirò
ma perdonarti io non potrò.
Tutto passa.
Resta l'odio.
L'odio.
Dopo l'amor c'è l'odio.
Umberto Bindi
 
 
 
 

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