Journey, In viaggio col dolore



27.03.2019
26. IN VIAGGIO COL DOLORE. Sauze d'Oulx.

Di ritorno da NY, mi organizzai subito per tornarci!
Registrai il progetto 'Emotionally' dal vivo in un teatro genovese, nel gennaio 2007.
Grazie al buon esito di quella registrazione, ottenni la possibilità di fare un concerto a NY a maggio del 2007 e così mi preparai per andarci da marzo. Avevo molto da fare: trovare i musicisti del mio nuovo quartetto, fare le prove e altre cose importanti.
Mi facevo curare sempre a Chinatown con buoni risultati. La mia storia d'amore era sempre altalenante.
 
 
Tornata a Genova, iniziai a pensare a un nuovo progetto che fosse possibile realizzare sia in Italia sia a Manhattan:  un tributo in jazz alla Scuola Genovese.
Scelsi dei musicisti milanesi, pensando che la rilettura in questo modo potesse essere più obiettiva, ma fu un'idea non felice. Prima di tutto, a Genova avrei avuto dei fior fior di pianisti con cui avevo già lungamente cantato per lezioni private o per lavoro.
E soprattutto con questi nuovi musicisti non mi trovavo bene a livello umano, a parte col batterista. Sentivo un certo maschilismo, anche un po' di presunzione e di invidia, dato che parlavo spesso di quanto era bella New York musicalmente. In quanto band leader, produttrice del progetto (e datrice di lavoro!) mi sentivo un attimo sminuita. 
Francamente era la prima volta che, scegliendo i miei collaboratori, mi sentivo così a disagio, ma non ebbi il coraggio di essere onesta con me stessa e di 'licenziare' quei musicisti. Mi sarei sentita in colpa, mentre poi ho imparato che la rigidità, una caratteristica del mio carattere, molto spesso nella vita si è poi ritorta contro di me. Dare valore ai miei feelings e mie intuizioni, 'mai dire mai', e non aver paura del giudizio mio e degli altri sulle mie scelte. Questa è una ricetta importante che imparo con lustri di distanza. 
 
Un giorno, nel marzo del 2008, andai in giornata a Montecarlo in treno per provare con loro. Al mio ritorno, ero stanca e notai che il ginocchio destro si era gonfiato e mi faceva male.
 
Grazie ai punti che mi aveva prescritto un luminare dell' agopuntura di Chinatown, maestro del mio dottore genovese, potevo essere curata molto bene anche a Genova. Ci volle tempo, ma ci fu un certo miglioramento. Purtroppo però iniziai a sperimentare uno stato di grande paura. Fino a quel momento la mia mobilità non era stata poi così ridotta - un blocco del gomito destro e ad alcune dita delle mani - ma pensare di non poter camminare, non poter andare in libertà dove volevo e dover dipendere dagli altri era impensabile, troppo!
 
 
Nonostante le paturnie emotive sulla gamba e sulla scelta dei musicisti, una  cosa positiva sicuramente accadde, e ancora oggi penso che fu guidata dai 'piani alti'. L' esordio di questo nuovo progetto jazz era per il 22 Marzo 2008, a Sauze d'Oulx, un luogo a me particolarmente caro. A Sauze d' Oulx mi portarono i miei genitori quando avevo appena 40 giorni e continuai ad andarci nelle vacanze estive e di Natale praticamente per sempre, a parte certi periodi....Ancora oggi i miei nipoti e pronipoti ci vanno d' estate e d' inverno, continuando la tradizione familiare.
 
La sera prima della data del concerto arrivai a Sauze per l' ora di cena. Un mio amico del luogo mi aveva detto che eravamo tutti invitati da Gloria, una sua amica torinese che avrebbe cucinato per un po' di amici a casa sua.
Gloria, come me, andava a Sauze da sempre, ma non c'eravamo mai incontrate!!!
Trascorsi una bellissima serata, sempre più meravigliata di non aver mai incontrato, in 48 anni, questa bella signora che mi sembrava di conoscere da sempre! Praticava yoga ed era nella ricerca interiore. Venne al concerto e alla cena del dopo-concerto.
Io continuavo ad avere quel problema alla gamba, a fasi alterne. Il giorno dopo ci incontrammo da sole e mi parlò del Dr. Marc Jubelin e del Network Spinal Analisys, un  tipo di chiropratica avanzata, non invasiva per un corpo altamente infiammato come il mio.
 
Detto fatto. Ai primi di aprile iniziavo, a Torino, un percorso di cura di Network Spinal Analisys. Dedicherò in seguito un capitolo a questo grande dottore e a questo grande metodo di terapia. Per il momento, mi limito a dire che è una chiropratica che agisce sul sistema nervoso autonomo e che lavora sui blocchi energetici. Rispetta e facilita l' intelligenza del corpo che si programma e si organizza da solo per tendere sempre al suo benessere e alla sua autoguarigione.
 
Fui colpita dall' umanità di Marc Jubelin, dalla sua preparazione e dalla sua visione olistica, quindi anche spirituale, che prevedeva un percorso parallelo di 12 stadi di guarigione, molto utile per vivere nel mondo, realizzarsi e interagire col prossimo. Fu un capitolo estremamente importante della mia vita, sia per la mia salute, sia per la mia crescita personale. Ancora oggi, quando posso, vado a Torino per un' aggiustatina!
 
L'agopuntore di Genova mi disse che mi faceva un gran bene alla postura e che la schiena era cambiata. Unitamente alla dieta che cercavo di rispettare con molta fatica ormai da anni, sembrava che avessi trovato il modo migliore per tenermi in salute, nonostante la malattia.
 
Senza quel male al ginocchio, non avrei mai ricevuto il dono del Network.
E poi quel male passò, grazie al dono del Network.
 
 
 
'Ogni incontro che fai è un incontro con te stesso; pochi sembrano accorgersi che gli altri sono loro.'
Carl Gustav Jung

 

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