Intuition, Il sabato delle intuizioni



12.01.2019
IL SABATO DELLE INTUIZIONI. Ricordando Faber.

Ieri abbiamo ricordato la scomparsa di Fabrizio De André. Sono già passati 20 anni da quel mattino di gennaio in cui, appena sveglia, mi diedero la notizia della sua morte. 

Al momento, come mi succede per le cose che più mi feriscono, non provai nulla. Nè una sensazione fisica, nè una lacrima. Ero a Genova, stranamente, perchè vivevo in Francia. Ma non andai al funerale...il mio era un dolore sordo,  pesante, e schivo...Non mi informai, non guardai la televisione. Non ce la facevo. E ancora oggi mi è difficile pensare che lui non ci sia più. 

Le sue canzoni hanno costellato la mia infanzia, perchè i miei fratelli le suonavano nel giradischi, a casa. Ricordo ancora la copertina del suo primo LP. Poi le ho cantate e suonate alla chitarra da ragazzina e in seguito hanno accompagnato i miei studi, mentre mi preparavo all' esame di maturità classica...Alcune le registrai a New York con dei jazzisti americani, per i 10 anni dalla sua scomparsa. L'arrangiatore pianista fu affascinato quando sentì 'Crêuza de mä'. Credeva che fosse portoghese...

Io ricordo molto bene la prima volta che sentii tutto LP, appena pubblicato. Col mio attuale compagno avevamo pochi soldi, ma quel disco lo comprammo. Quanto stupore e quanta fierezza! Sentire Fabrizio De Andrè cantare in genovese, in quel dialetto così ricco di parole di origine straniera (turca, inglese, francese), così onomatopeico e musicale. E quanta bellezza di immagini nei suoi versi! Che arrangiamenti, che musicisti!

E che mirabile intuizione!