Journey, In viaggio col dolore




23. IN VIAGGIO COL DOLORE. Emotionally, Jazz!

In quel periodo della mia ricerca interiore scoprii che controllavo le emozioni o le soffocavo nel nascere, sentendole non idonee o 'pericolose'. Osho mi rivelò questo importante passaggio della conoscenza di sè. Grazie alle sue 'meditazioni attive' potevo esprimere il  dolore, la frustrazione, la rabbia in un ambiente protetto. Essere consapevole dei miei feelings mi permetteva di sentirli,  esprimerli e poi lasciare che la meditazione e la consapevolezza li integrassero. Portare le emozioni dalla propria ombra inconscia alla luce della coscienza permette all' individuo di riconoscerle, di prendersene la responsabilità e quindi, per esempio, di non vomitarle addosso al suo prossimo.
Essendo una persona altamente emotiva,  scoprii un vaso di Pandora. E intuii che questo sulle emozioni sarebbe stato il lavoro di una vita intera. L'importante è iniziare e continuare con fiducia verso se stessi e verso il tipo di pratica. La consapevolezza porta presenza e accettazione, comprensione.
 
Da quando, fresca di Sannyas, avevo registrato il CD ‘The Fragrance’ non mi percepivo più come una cantante di cover soltanto. Le comprensioni scaturite dal mio percorso interiore nutrivano il mio percorso artistico sia nella sperimentazione che nell' espressione di me.
Grazie al VOICING©, avevo imparato a celebrare con la mia voce molte cose nuove di me, perchè avevo imparato a sentire, accettare e ad esporre i miei feelings.
 
Il passaggio successivo fu quello di cercare di esprimere le mie emozioni in un contesto musicale. Scelsi il jazz. Non c’è genere più adatto, perché il jazz è improvvisazione ed è suonare nel ‘qui e ora’, senza troppi spartiti e parti obbligate. Hai un ‘canovaccio’, una griglia di accordi e una melodia con un testo, cioè una canzone, ma mentre canti, attorno a te succedono delle cose musicalmente estemporanee. Se impari a cantare ed ascoltare ciò che accade attorno a te musicalmente, inizi a dialogare e a compenetrare il tuo canto con gli altri musicisti e parti musicali. Si chiama ‘interplay’.
 
Il mio tardivo debutto nel mondo del jazz, a 45 anni, inizialmente doveva intitolarsi ‘Here & Now’, poi ‘Intensity’…. Ma poi lo intitolai Emotionally, Mariangela Bettanini.
Trattandosi di emozioni, scelsi di usare questo avverbio 'emozionalmente' che ben esprimeva il mio stato d'animo. Registrare un CD con tre grandi nomi del jazz italiano (e non solo) era un onore, e un’ occasione. Provavo gratitudine per questo loro gesto di fiducia ed ero emozionatissima! 
 
Col senno di poi, fu un esordio precoce. Avrei dovuto darmi più tempo per studiare e per assimilare. Il CD fu giudicato piuttosto bene dalla critica specializzata, ma io sentivo che avevo ancora delle cose importanti da mettere a posto. E non ero nella modalità del 'non abbastanza.' Erano cose reali come la pronuncia del mio inglese e del mio fraseggio jazzistico. Lo swing non era perfetto, così come il modo di accentuare le parole inglesi. Ed ero schiava di certi pattern musicali che suonavano ridondanti in quel contesto musicale specifico. In seguito compresi che più 'semplicemente cantavo', più usciva la mia unicità.  
Comunque, quel primo CD fu un biglietto da visita che a Manhattan mi aprì automaticamente qualche bella porta. Dai commenti che ricevevo, colpiva soprattutto il suono della mia voce. 
 
Dai miei studi in Francia, il suono della mia voce era stato la cosa più importante, anche dal punto di vista tecnico. In seguito, la pratica del VOICING© le aveva donato consistenza, grazie a tutte quelle realtà interiori che mi ero permessa di sentire, accogliere e integrare dentro di me.  
 
 
Ben migliore fu la registrazione dello stesso progetto però dal vivo, un anno e mezzo dopo. Nel frattempo ero stata a New York per una vacanza-studio di due mesi e mezzo in cui mi ero data parecchio da fare! Completamente in sintonia con la straordinaria energia della città, finalmente trovavo il mio habitat. Ascoltavo anche due concerti a sera per imparare e poi seguire le mie inclinazioni e gusti musicali. Comprai un sacco di dischi, incontrai persone che mi diedero consigli, stimoli…Fatto workshop e corsi con noti cantanti del settore.
 
 
Si sa, New York ti fa crescere in fretta come artista e ti fa riconoscere la tua unicità! 
 
 
 
'Hic et nunc' (Qui e ora).
Orazio
 
 
 
 
PRAYAN 'LET'S FACE THE MUSIC AND DANCE' NEL VIDEO A FIANCO
 
 
'There may be trouble ahead
But while there's music and moonlight
And love and romance
Let's face the music and dance
 
Before the fiddlers have fled
Before they ask us to pay the bill
And while we still have the chance
Let's face the music and dance.
 
Soon we'll be without the moon,
Humming a different tune and then
There may be teardrops to shed
So while there's moonlight and music
And love and romance
Let's face the music and dance.'
Irving Berlin
 
 
Ci potrebbero essere guai in vista
Ma finché c'è la musica, il chiaro di luna
L' amore e una storia romantica
Affrontiamo la musica e balliamo.
 
Prima che i violinisti si dileguino
Prima che ci portino il conto
E finchè abbiamo ancora una chance
Affrontiamo la musica e balliamo.
 
Presto saremo senza la luna, canticchiando un  motivetto differente, e allora
Forse ci saranno lacrime da versare
Quindi finchè c’è il chiaro di luna e la musica e l’amore e una storia romantica
Affrontiamo la musica e balliamo!
Irving Berlin

 

 

Foto di Walter Baccon

 

 

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