Journey, In viaggio col dolore




25. IN VIAGGIO COL DOLORE. New York e Chinatown.

Appena arrivata a NY, nel settembre 2006, fu mia premura cercare subito il centro di agopuntura consigliatomi dal mio agopuntore genovese. Ero  dovuta ritornare in cura da lui nel 2005, non avendo trovato una  valida alternativa nell' ambito della mia città. Il rapporto fu in seguito molto corretto. E anzi, diventammo anche un po' amici e un po' confidenti.
 
Ecco che cosa scrivevo nelle mie emails newyorkesi su Chinatown e il centro di agopuntura:
 
<< Qui mi stanco molto, cammino molto, guardo molto, mi sveglio sempre prestissimo ... 
Il giorno prima ero andata a cercare il medico agopuntore vietnamita consigliatomi dal mio doc di Zena. Non l'avevo trovato, ma mi avevano dato il suo indirizzzo di Chinatown, così ieri decisi  di avventurarmi là. Giornata stupenda...qui si sta senza maniche, nel sole e nell'arietta tiepida... Dopo rapida occhiata a cartina, decido di andarci a piedi passando per la Broadway da Union Square.
Ci ho messo un'ora e mezza, fermandomi a guardare vetrine di bei negozietti di vestiti e scarpe, lasciando un pezzo considerevole del mio cuore, ma non della mia carta di credito, su una giacca  nera di camoscio e pelle stile 'cowboy amico dei pellerossa', con ossa e perline, sempre fotografando i miei 'soliti deliri geometrici' come li chiamo io..mi diverto molto a fotografare....qui sei nell'Eden dei fotografi... 
Arrivo giù a Canal street: un casino infernale...turisti e avventori e cinesi e/o asiatici ovunque...traffico a manetta  ma non da stress. Quello che ho notato è che non suonano molto il clacson (per fortuna!). Pagode dappertutto ...il Mc Donald con l'insegna a forma di pagoda e anche la banca 'Chase' a forma di pagoda.....mi infilo nella Street e arrivo in questa oasi di pace e fresco dopo aver varcato un portone che sembrava quello di una bisca. Ma N Y è così. 
In questa oasi, che è il centro del dottore che cercavo, mi accoglie con un sorriso e con dei versi una ragazza che non capisce una mazza di inglese ...io le sorrido e non capisco una mazza di lingua anglosassone pronunciata all' asiatica.(le 'R' diventano delle 'L' e le 'F' diventano delle 'P'. 'Palmasi' , per es, è la pharmacy, la farmacia). Ma la gentilezza e la buona volontà hanno la meglio, così le lascio mie coordinate.(4 ore dopo trovavo nella mia segreteria telefonica già il messaggio della dottoressa che mi diceva di kiamarla x appuntamento.>> 
 
Quando andavo a farmi curare a Chinatown, mi sembrava di entrare in un universo parallelo. Salendo dalle viscere della metropolitana, mi dava il benvenuto quel gioioso e laborioso caos tipicamente asiatico che era Canal street, regalandomi tanta allegria e  fiducia. Oltre alle pagode e agli occhi a mandorla, quello era il luogo della mia cura e dei miei dottori. 
 
La dottoressa che all' inizio mi prese in cura mi fu di sostegno in tutte le mie vicissitudini newyorkesi, sia  lavorative che sentimentali. Le confidavo tutto.
Soprattutto da marzo a maggio 2007, i mesi precedenti al mio primo concerto newyorkese, si prese cura del mio corpo e anche del mio cuoricino, spezzato dai 'tira e molla' della mia storia d'amore col 'calabrese di New York'.
E, trasmettendomi il suo lato materno, nutriva il mio, prendendosi cura anche delle mie solitudini. 
Una volta -e scrivendo mi commuovo ancora- mi invitò a pranzo in un ristorante vicino al suo studio. Mangiammo assieme una zuppa calda e altre cose deliziose. La zuppa, nella cucina macrobiotica, è la madre.
 
Era una signora con un viso carino, capelli bellissimi e nerissimi a caschetto e due grandi occhioni. La sua voce e i suoi modi di fare dolcissimi, ma se necessario anche autorevoli. Sentivo che mi voleva davvero bene, senza lasciare che entrassimo in uno spazio di intimità al di fuori da quello terapeutico. Un ammirevole essere umano femminile che armonizzava tante qualità come la passione, la grazia, la dolcezza, la gentilezza, l' autorevolezza, la sapienza, il cuore.
 
 
 
'Amare gli altri ed avere cura di loro, è agire con umanità. Comprenderli, è agire con virtù.'
Confucio
 

 

TONY BENNETT & BILL EVANS 'MY FOOLISH HEART' NEL VIDEO A FIANCO 

 

La scena è da sogno
L'amore bussa alla porta
Ma, cuore mio, sono riluttante a iniziare
Perché in passato siamo stati ingannati.
 
La notte è come una bella melodia 
Fa' attenzione, mio stupido cuore
Com'è bianca la luna, fissa, costante
Prenditi cura di te, mio stupido cuore.
 
C'è un limite tra amore e fascino
Che è difficile poter vedere in una serata come questa
Perché entrambi danno la stessa sensazione
Quando ti perdi nella magia di un bacio.
 
Le sue labbra sono troppo vicine alle mie
Fa' attenzione, mio stupido cuore
Ma le nostre avide labbra dovrebbero combaciare
Quindi lascia che il fuoco divampi.
 
Perché questa volta, non è fascino
O un sogno che svanirà e cadrà a pezzi
È amore, questa volta, è amore, mio stupido cuore.
Ned Washington, Victor Young
Traduzione Mariangela Bettanini
 
 
The scene is set for dreaming
Love's knocking at the door
But oh my heart, I'm reluctant to start
For we've been fooled before.
 
The night is like a lovely tune
Beware, my foolish heart
How white the ever constant moon
Take care, my foolish heart.
 
There's a line between love and fascination
That's hard to see on an evening such as this
For they both give the very same sensation
When you are lost in the magic of a kiss.
 
Her lips are much too close to mine
Beware, my foolish heart
But should our eager lips combine
Then let the fire start.
 
For this time, it isn't fascination
Or a dream that will fade and fall apart
It's love, this time it's love, my foolish heart.
Ned Washington, Victor Young
 

 

 

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