Journey, In viaggio col dolore




20. IN VIAGGIO COL DOLORE. The Fragrance. La Fragranza.

Inutile dire che quel gruppo di VOICING© fu uno dei capitoli importanti della mia vita. Ne uscii trasformata, gasata a mille, appassionata, estatica! 
 
Si dice che il Maestro spirituale arrivi come un terremoto. E Osho con me lo fu di certo!
 
Finalmente trovai delle persone che la pensavano come me su molte cose essenziali della vita e del comportamento umano. Cioè, non erano bigotti, erano fondamentalmente liberi, alla ricerca di se stessi in un modo innocente e molto coraggioso. Ero incredula e felice di aver scoperto un nuovo pianeta! Sentivo un senso di appartenenza e di familiarità mai provato prima, neanche da ragazza nelle lotte femministe. 
In quel nuovo mondo,  ero invitata ad essere sincera con me stessa e ad esprimere il mio potere personale, non essere per forza gentile, ammaestrata come una signora borghese per bene. Ed ero invitata anche a dire "Voglio!" cosa per me molto difficile. Non era ribellione o contraddizione. Era il primo step di un percorso. Riappropriarsi di qualità essenziali tradite e sepolte dai condizionamenti della cultura e religione di stato, e dall' educazione familiare. Avere un grounding ben piazzato sulla terra e nel mondo, non fare la vittima e sapere che cosa vuoi, chiarezza e onestà. Sentivo che la spontaneità, la passione e anche la vulnerabilità e persino la rabbia non erano giudicate, ma accolte.   E soprattutto riconoscevo dentro di me un nuovo senso di vita che mi portava ad avere delle sensazioni bellissime, indicibili....Ciò che più tardi ho iniziato a chiamare 'la poesia della vita'. 
 
 
Ritornai a Miasto in agosto per una meditazione che dura 3 settimane, una delle ultime che Osho creò, la 'Mystic Rose'. Dopo 3 giorni, presi il Sannyas per direttissima da Shunyo che mi diede il nome di Ma Atmo Prayan, 'The innermost journey', il viaggio più profondo. Questo nome mi attraversò l'essere e lo sentii assolutamente appropriato per il mio percorso interiore. Quello era il movimento che dovevo praticare per realizzarmi. Non cercare approvazione all'esterno, ma viaggiare dentro di me, attraverso le mie incertezze e le mie sicurezze, le luci e ombre, all'interno... 
 
Quanta gioia, risate, e anche lacrime. Era il benvenuto del mondo di Osho, mondo del sannyas e dei sannyasin, 'la mia gente'. E Miasto era ed è una Osho Comune così bella, curata, armoniosa! 
 
Tornata a casa, imparai a usare un programma professionale per registrare musica e voci al computer, grazie al caro amico chitarrista Marco AbamoL'ispirazione arrivò come un fiume in piena, assieme al bisogno di raccontare con la mia voce come avevo vissuto la Mystic Rose Meditation, e il Sannyas. Addirittura ancora a Miasto, nelle pause delle sessioni di meditazione, scrivevo le note e le parole delle future canzoni nella carta igienica per non dimenticarle! Mai avevo sentito in me tanta creatività. Produssi il CD 'The Fragrance' con l' aiuto di alcuni amici musicisti che mi incoraggiarono a esprimermi in quel nuovo modo, essenzialmente mio, con le mie tracce vocali sovrapposte, le mie 'voci di dentro'.
 
Era il mio primo CD, la prima fragranza non solo come cantante, ma anche come autrice, compositrice e soprattutto produttrice indipendente. Non investii molta energia nel venderlo e nel pubblicizzarlo. E' ancora oggi un prodotto molto di nicchia, ma per me fu il primo passo di un processo creativo che, negli alti e bassi della mia vita, non si sarebbe più fermato. Non ero più una cantante di cover soltanto, ma ero un' autrice e compositrice. Qualcuno che concepiva un progetto artistico e lo concretizzava nel mondo, col suo stile ben preciso. Oggi guardo a tutto questo periodo con meraviglia, osservando il cambiamento che Osho ha prodotto in me e nella mia vita, in quel timido inizio in cui imparavo piano piano a conoscere la dimensione della consapevolezza e a conoscermi più in profondità.
 
 
"...nel caso di Mariangela Bettanini è riduttivo parlare solo di "voce": la declinazione singolare del termine mal si adatta infatti alla realtà polimorfica che la voce di questa artista sa sprigionare. Il suo percorso sonoro sancisce una riscoperta della pluralità delle "voci di dentro" che intuiamo di avere, ma non sappiamo più evocare; c'è il panico e la gioia estatica, il terrore e l'incanto. E c'è una padronanza serena e consapevole del fatto che culture anche lontanissime hanno trovato risposte diverse al modo di far risuonare nello scintillio della voce l'emozione. Nelle diverse tracce di The Fragrance si ritrovano quindi la lezione della scuola afroamericana del canto e quella delle avanguardie europee, le scuole d'Oriente e dell'estremo nord: un lavoro che si potrebbe definire una sorta di prisma sonoro che in ogni direzione riverbera frammenti di un nuovo "paesaggio sonoro."
Guido Festinese
 
 
 
PRAYAN 'NAMASTE' NEL VIDEO A FIANCO. 
 
 
'Namastè.'  ('Saluto il buddha che è in te')
 

 

 

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