Journey, In viaggio col dolore




19. IN VIAGGIO COL DOLORE. Miasto.

Arrivai a Miasto, nella comune di Osho in Toscana, una sera del giugno 2001. Ricordo la bellezza e armonia del luogo, i casolari tipici della regione, i grandi prati e tanti fiori...Era ora di cena. Vidi delle persone che mangiavano all' aperto sotto delle splendide querce secolari e che chiacchieravano sorridendo amabilmente. Sentivo un' atmosfera particolare. Notai che c'era il vino a tavola e tutta quell' allegria e quel benessere da qualche parte mi fecero quasi male e mi imbarazzarono. Avevo ancora quell' idea, nata dal mio condizionamento cristiano, che la vita spirituale debba essere una vita di rinuncia e di sacrificio. Inoltre, stavo ancora elaborando i gravi lutti patiti recentemente.
Notai che mi sembravano tutti  belli, curati e con un incedere quasi regale. Non sapevo esprimerlo, ma sentivo e vedevo che il modo di stare nel corpo di quelle persone era totalmente differente da quello della gente ‘comune’. Addirittura  alcune persone mi sembrava di averle già viste! Mi arrivavano delle sensazioni nuove che non sapevo definire, ma da qualche parte le registrai nella coscienza e nella memoria, perché ne ho ancora vivido il ricordo.
 
 
Non conoscevo nessuno, ma dopo cena ero già lì che cantavo rythm' n' blues coi musicisti di Miasto! Mi integrai immediatamente perché sentivo di essere in un ambiente protetto con tante persone amiche. La loro gentilezza arrivava dal cuore, non dalla circostanza.
Dopo anni di studio e di lavoro nel canto, avevo la voce parecchio allenata e cantai lungamente. Il gruppo a cui avrei partecipato l' indomani si chiamava VOICING© e quindi quella sera c'erano anche i miei 'futuri' compagni di workshop ad ascoltarmi,i quali, ovviamente, o cantavano o erano  sensibili al mondo dell' espressione vocale.
 
Il giorno dopo, all'ingresso della sala della sessione - chiamata Rumi!- mi mancò il respiro. Ricordo il suo sorriso nel salutarmi e il suo sguardo acuto e azzurrissimo. Mi mancò il fiato per molti motivi insieme. Sentii dentro di me il suo sguardo come se fosse uno scanner che mi leggeva nelle viscere, e provai una intensa intimità e confidenza, come se l' avessi conosciuta da sempre e l'avessi ritrovata. Si chiama Pratibha, discepola di prima generazione di Osho, per me decisamente una sciamana, studiosa antropologa, insegnante straordinaria che mi ha cambiato la vita. A lei devo molto e avrò, in un prossimo episodio, l' occasione opportuna per raccontare di tutti i doni che ho ricevuto frequentando i corsi tenuti da questa bella signora, elegante, raffinata, e tremendamente selvaggia! 
 
Al quarto giorno del gruppo di VOICING© esploravamo la dimensione del cuore e delle sue voci. Io non riuscivo a cantare in mezzo al gruppo. L'espressione vocale degli altri la sentivo superficiale. Dopo tutti quei lutti nel 2000, non ce la facevo a confrontarmi con la mia sofferenza e tanto meno con quella del mio prossimo. Smisi di usare la voce e mi allontanai, dando le spalle al gruppo. Pratibha si avvicinò e, con la sua particolare delicatezza e autorevolezza, mi suggerì di fare un esercizio che non dimenticherò mai. Riuscii a sentire, finalmente. Sentii la dolcezza e vulnerabilità del mio cuore. E il dolore, a poco a poco, iniziò a spurgare delicatamente attraverso il mio filo di voce intriso di lacrime. In quel momento la mia energia cambiò. Con quel canto avevo mollato il mio 'Sono tutta d'un pezzo, per cui sono forte, non ho bisogno di nessuno e reagisco al dolore.' 
Mi ero permessa di sentirmi vulnerabile, debole e triste, tutti stati emotivi sepolti dal mio fare la tosta e la performer, sul palco, nella vita e soprattutto tra me e me.
 
 
Da quel momento iniziai  a sentirmi lucida, presente. Vivevo dei momenti intensissimi in cui percepivo di  appartenere totalmente al pianeta, come se fossi filo d'erba, lucertola, albero, zolla di terra, cielo in un solo istante e tutto dentro di me in una frazione di secondo! Fu un'apertura mistica ...La mia mente era confusa, credo, da tanta espansione e bellezza. E poi era anche fine giugno, l' estate ci incantava con la sua bellezza, lì a Miasto, in Toscana! Abbracciavo gli alberi e mi sentivo strana. Felice!
 
 
Il giorno dopo parlai al gruppo. Raccontai di tutto il dolore del mio anno 2000 e della confusione che sentivo dal giorno precedente, cioè da quando avevo dato voce al mio tenero cuore. Pratibha mi disse: "Sai che cosa disse Osho un giorno?! "No" ...risposi. (Non lo conoscevo quasi Osho. Avevo leggiucchiato il catalogo delle attività di Miasto qualche volta da un' amica). Disse: 'Sono qui per confondervi.' Scoppiai a piangere. Qualcosa dentro mi attraversò in un lampo e mi disse. 'Sei bellissima così come sei.' 
In nessun luogo e mai prima mi ero sentita così compresa e amata, profondamente e liberamente.
 
 
 
'La tua voce ti porta nel tuo cuore'
Gabrielle Roth
 
 
NEL VIDEO A FIANCO, PRAYAN 'GUITARS' dal CD 'THE FRAGRANCE' 
 
'Non più croci
Non più gabbie 
Suona la tua chitarra 
Celebra la tua vita.
 
Perché devo sentirmi colpevole?
Perché devo sentirmi cosi triste?
Perché devo sentirmi non libera?
Perché devo sentirmi sola?'
Prayan
 
 
 
 
 

 

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