Journey, In viaggio col dolore




18. IN VIAGGIO COL DOLORE. Bali.

Di quell' estate, dopo la mega festa dei miei 40 anni, non ricordo molto. So che non riuscivo a fermarmi e a stare in meditazione, perché saliva un dolore insopportabile.Meno male che avevo programmato un viaggio. Avevo voglia di andarmene.

Come destinazione scelsi Bali, l' isola indonesiana. A vent' anni ero stata affascinata dai racconti di alcuni amici che trascorrevano molto tempo nell'isola, nei primi anni '80.

Qualcuno mi diede l' indirizzo di un meraviglioso ‘pondok’, un resort che si trovava in una località non troppo turistica, dove vivono anche gli abitanti dell’ isola e frequentata soprattutto dai vari commercianti europei, americani e australiani che andavano là per comprare stoffe, mobili e prodotti dell' artigianato e della pittura locale.

Comprai una guida e invitai la mia carissima amica Caterina ad accompagnarmi. Accomunate dagli stessi gusti e interessi culturali, ci saremmo sicuramente divertite di più a visitare un tempio balinese, l'ennesimo!, piuttosto che ad andare per discoteche o per locali.

 

Facevamo delle colazioni sontuose con frutti esotici e ogni ben di Dio. Di tutti i viaggi che ho fatto, quelli sono i breakfast più squisiti che abbia finora gustato, all' ombra di grandi alberi esotici, vicino al mare.Nelle 2 settimane di vacanza balinese prendemmo il ritmo di visitare un giorno sì e uno no un tempio, accompagnate dal nostro driver di fiducia che ci scorrazzava per tutta l' isola. Guidava vicino a verdissime risaie, o lungo strette strade spesso invase dalle galline e ogni tanto gli cadeva la testa da tipica botta di sonno! Ma non avevamo paura! Quante risate!

Mi intrigò la loro spiritualità, legata al culto degli elementi della Natura e a quello degli antenati. Del resto, i paesaggi molto vari e di rara bellezza, emanavano armonia e pace. Il modo in cui venivano costruite le case, con materiali naturali, totalmente integrate nel paesaggio mi sorprese molto.

Scoprii il Feng Shui, la pulizia quotidiana dello spazio. I Balinesi ogni mattina spolverano, spazzano e lavano il loro spazio sia di casa che di lavoro - perfino i taxi! Poi praticano un rituale di offerta ai loro antenati: qualche chicco di riso con una piccola ghirlanda di fiori e il profumo di un incenso sono più che sufficienti. Per la prima volta sentii parlare di pulizia energetica. La cosa mi piacque molto.

Nel giorno libero stavamo nel pondok dove c'era una favolosa piscina sempre deserta, attorniata da alberi, fiori e tempietti vari. Una delizia. Oppure andavamo a fare shopping di stoffe, collane, perline, pentole, utensili per la cucina e parei! La Natura era ovunque! Il nostro appartamento era compenetrato da piante e alberelli. Aprivi la porta di casa, e il pavimento era un tappeto verde, di erba!

Ho un ricordo bellissimo di questa vacanza che mi diede lo sprint per procedere nella mia nuova vita genovese. Dopo tanta sofferenza, sperimentai un'armonia anche spirituale. Il cibo sano, il clima vacanziero, l'amicizia della mia amica, la dimensione naturale e spirituale, i sorrisi e la gentilezza degli abitanti, il sole in piscina, la bellezza delle stoffe e dell'arte balinese, i massaggi furono una nutriente cura per il mio corpo, la mia mente e la mia anima.

E ancora i miei occhi vedono tutta quella bellezza..... 

 

 

'La bellezza cammina fra di noi come una giovane madre quasi intimidita dalla propria gloria. La bellezza è una forza che incute paura come la tempesta scuote al di sotto e al di sopra di noi la terra e il cielo. La bellezza è fatta di delicati sussurri, parla dentro al nostro spirito, la sua voce cede ai nostri silenzi come una fievole luce che trema per paura dell’ombra. La bellezza grida tra le montagne, tra un battito d’ali e un ruggito di leoni. La bellezza sorge da oriente con l’alba, si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto, arriva sulle colline con la primavera, danza con le foglie d’autunno e con un soffio di neve tra i capelli. La bellezza non è un bisogno ma un’estasi, non è una bocca assetata né una mano vuota protesa in avanti, ma piuttosto ha un cuore infuocato e un’anima incantata. Non è la linfa della corteccia rugosa né un’ ala attaccata a un artiglio. La bellezza è un giardino sempre in fiore e una schiera d’angeli sempre in volo. La bellezza è la vita quando la vita si rivela. La bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio e noi siamo l’eternità e lo specchio.' Kahlil Gibran

 

 

 

WAH!  'ANUSARA PRAYER' NEL VIDEO A FIANCO

 

 

 

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