Journey, In viaggio col dolore



02.01.2019
14. IN VIAGGIO COL DOLORE. Genova, sincronicità.

Arrivata a Genova, all'inizio del 1999, parlavo a fatica l' italiano. Sbagliavo gli ausiliari dei verbi e l' orario dei negozi. Mi sentivo un po' straniera in patria.
 
A fine febbraio, per fare il punto della situazione e rifare il tesserino sanitario italiano, andai a farmi visitare in un centro reumatologico di chiara fama, a Genova. Dopo una lunga anamnesi, la dottoressa mi chiese di svestirmi e di sedermi sul lettino da visite. Passò un tempo interminabile e iniziavo ad avere freddo...! Arrivò con un codazzo di apprendisti medici mostrandomi a loro come un pappagallo raro, sottolineando che ero un caso di artrite reumatoide in età giovanile. Mi toccavano le mani, le dita, il braccio destro, come se fossi stata un essere inanimato. Non mi chiedevano nemmeno se potevano mettermi le mani addosso, incuranti della mia sensibilità. Poi lei mi prescrisse delle medicine, dicendomi che dovevo fare cose ben più serie dell' agopuntura, con un'aggressività  e un' arroganza che ricorderò finchè campo. .
Uscii in lacrime, mi sentivo umiliata e anche un po' disperata perché in quel momento tutto mi sembrava nuovo, anche se ero a Genova e non sapevo in quel momento a che santo votarmi. 
 
A casa, con mio papà ammalato gravemente e mia mamma anziana, non era il caso di sovraccaricare la situazione coi miei problemi. E poi, fin da bambina, mi ero abituata a non chiedere e a cavarmela da sola. E fu l'esistenza a darmi tutto quello di cui avevo bisogno.
 
Entrata in un bar del centro, una mattina, trovai dietro al banco una coppia di conoscenti, affezionati fans. Raccontai per sommi capi come stavo. A fianco a me, un loro amico mi disse che non aveva potuto fare a meno di ascoltarmi e che conosceva un medico agopuntore che forse avrebbe potuto aiutarmi. Mi diede il suo numero di telefono.
 
Accolsi questo fatto con grande gioia e fiducia nella vita! Qualcosa dentro di me mi faceva sentire protetta e accudita! 
Chiamai questo nuovo dottore. Lo sfidai, mettendolo in competizione con l' agopuntore francese, ma non raccolse la provocazione e si dimostrò rispettoso e 'olistico'. Mi fece un' ottima impressione. Non ero ancora capace di fare la lettura della voce, ma sentii che mi potevo fidare. E così iniziai una cura di agopuntura con lui che durò molti e molti anni. Era un uomo bellissimo, secondo me, di aspetto giovanile rispetto all'età reale che aveva. Io lo chiamavo tra me e me 'L' uomo Marlboro', perchè incarnava quel tipo di maschile, blue jeans e camicia a quadri. Viveva in mezzo alla natura e anche lui era un degno rappresentante della medicina cinese. Aveva il fuoco nelle vene, ma stemperato dalla gioia, da una certa innocenza disarmante, e da un' intelligenza sopraffina. E, cosa assai rara, era un fine ricercatore che studiava instancabilmente, tenendosi aggiornato.
 
Qualche giorno dopo, andai a cercare un olio essenziale in una storica erboristeria genovese. La titolare, che conoscevo da tempo, mi parlò di un medico che praticava il metodo della dott.ssa Kousmine, basato sull’ evitare di mangiare glutine, latte e i suoi derivati. Stabilizzavano l' 80% dei casi di artrite reumatoide, da loro trattati, con una particolare dieta e delle cure omeopatiche. Mi diede i suoi contatti. Dov’era? Vicino a  Saint Tropez! E così tornai in Provenza per iniziare un periodo di cura con questo dottore.
 
Nell' arco di un mese la vita mi aveva indicato le mie nuove cure. In un modo ancora inconsapevole, mettevo in pratica una qualità che, col tempo, ho imparato a riconoscermi. Piango, mi dispero e poi in qualche modo mi rialzo e procedo, come se non fosse successo niente. Profondamente, c'è una certezza e una forza che mi fanno rialzare, e resettare ciò che ho appena vissuto, anche se doloroso. 
 
Lasciare che le cose arrivino...Abbandonare il bisogno di controllare è uno dei grandi temi che ho imparato a contemplare quotidianamente, sfidando la rigidità interiore...
 
 
 
'Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vale per l’insetto come per gli astri. Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile.' Albert Einstein
 
 
 
RAY CHARLES 'LET IT BE'  NEL VIDEO A FIANCO
 
'When I find myself in times of trouble      
Mother Mary comes to me 
Speaking words of wisdom, let it be. 
And in my hour of darkness 
She is standing right in front of me 
Speaking words of wisdom, let it be.
 
Let it be, let it be. 
Whisper words of wisdom, let it be. 
 
And when the broken hearted people 
Living in the world agree, 
There will be an answer, let it be. 
For though they may be parted there is 
Still a chance that they will see 
There will be an answer, let it be.
 
Let it be, let it be. Yeah 
There will be an answer, let it be. 
 
And when the night is cloudy, 
There is still a light that shines on me, 
Shine on until tomorrow, let it be. 
I wake up to the sound of music 
Mother Mary comes to me 
Speaking words of wisdom, let it be.
 
Let it be, let it be. 
There will be an answer, let it be. 
Let it be, let it be, 
Whisper words of wisdom, let it be.'
 
 
 

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