Journey, In viaggio col dolore




16. IN VIAGGIO COL DOLORE. Genova, il centro della voce.

Negli alti e bassi, soddisfazioni e dolore, stavo costruendo un qualcosa per il mio futuro ...
 
Prima di partire per la Costa Azzurra, avevo accarezzato l' idea di creare a Genova un centro dove la voce fosse concepita non solo come canto, ma anche come ricerca. Decisi di chiamarlo 'Il centro della voce'.  'Il centro' come luogo fisico per lezioni e workshop, e come la parte essenziale della voce.
 
In quel periodo i computer entravano nelle abitazioni e, siccome stavo spesso a casa per stare coi miei genitori, avevo molto tempo che ottimizzai traducendo il libro del mio maestro di canto francese. Mi sentivo ispirata dalla sua visione e forte della tecnica vocale che grazie a lui avevo sviluppato. Ritrovai nella memoria i miei sogni di ragazzina appassionata di sperimentatori come Demetrio Stratos, Julie  Tippets e del Roy Hart Theatre. 
 
 
Avevo scoperto un musicoterapeuta napoletano Pietro Vitiello che conduceva dei laboratori sulla voce molto in sintonia con la mia visione. Gli parlai del progetto e del mio modo di concepire l'insegnamento del canto. Avevo elaborato un metodo che si ispirava a quello del mio insegnante per la parte vocale, ma, per il lavoro sul corpo e il respiro, facevo fare delle sedute di rilassamento che mi servivano per vedere/sentire molte cose e conoscere il paziente a livello non verbale. Poi visualizzazioni, ginnastica dolce, posture di yoga. Chiesi a Pietro se mi poteva fare da supervisore. Mi suggerì di registrare ogni lezione, previo consenso del cliente, lezione che poi sbobinavo per vedere che linguaggio avevo usato, come avevo spiegato e trasmesso i contenuti della seduta.
 
Un mio amico musicista mi mandò a lezione la sua fidanzata, cantante professionista. Lei mi mandò una sua amica, altra professionista. E quasi subito un altro cantante. Mi arrivavano tutti addetti ai lavori, molto motivati a studiare. Elaborai un metodo di coaching che accompagnava il cliente a fare un percorso per superare provini alla televisione o a teatro. Scoprii la passione per l'insegnamento, il piacere di far cantare le persone e mi divertivo ad individuare una strada per il loro sviluppo personale e vocale. 
 
Notai come l’ immagine di me stesse cambiando. Mi davo la ‘chance’ di vedermi anche come una persona che poteva insegnare, e non solo cantare delle canzoni. Facevo la cantante da quando avevo 15 anni e per me era una rivoluzione vedermi fare qualcosa di diverso.
 
Anche la musica che ascoltavo era differente. Avevo comprato un CD di un pianista visto alla tivù suonare del funky al piano elettrico. Con mia sorpresa scoprii che aveva un suo trio di jazz. Era Brad Mehldau!!! La canzone che amavo di più era 'Bewitched, Bothered and Bewildered' (Stregato, preoccupato e confuso).
 
 
'Se pensi in termini di anni, pianta il riso
Se pensi in termini di decenni, pianta alberi
Se pensi in termini di centinaia di anni, insegna alla gente.'
Confucio
 
 
 
BRAD MELDHAU 'BEWITCHED' NEL VIDEO A FIANCO
 
 
 
 
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