Journey, In viaggio col dolore



19.12.2018
12. IN VIAGGIO COL DOLORE. Cose della vita.

All' inizio del '98 tornarono i dolori e il gonfiore alle dita delle mani. Mi rivolsi a un luminare dell’agopuntura che avevo la fortuna di avere a 180 chilometri di distanza, a Aix-en-Provence. 

Seppi da lui che, se mi avessero fatto l’esame specifico della ferritina - quando non ci capivano niente perché le analisi erano tutte ok - lo avrebbero capito subito se era artrite o no.
Infatti, dall’esame risultò che avevo la ferritina bassissima.
E così iniziai la cura di agopuntura da lui, andando 2 pomeriggi alla settimana a Aix-en-Provence. Ricordo che, quando lui mi chiese se avevo un marito o una relazione e gli risposi di no, mi disse: "Allora, anzichè una volta, venga 2 volte la settimana". 
 

Ai primi di luglio lasciai l’appartamentino di ripiego a Cannes dove mi ero rifugiata dopo la separazione con Pascal. Cambiai aria e mi trasferii a Nizza, città ben più viva e divertente.

Da un anno, ormai, cantavo nel locale sulla Promenade des Anglais con François, pianista ex chitarrista bravissimo, e cantante sopraffino.

Io e lui facevamo esplodere il soffitto. L’orario era tosto. Iniziava lui alle 22. Alle 23 salivo io e si andava avanti per 4 o 5 ore con mezz’ ora di pausa.

Ero talmente felice di cantare con lui! Mi piaceva molto anche il repertorio. Avevamo le stesse passioni musicali e stessi gusti, amavamo gli stessi musicisti americani, italiani e francesi, così potevo cantare Tina Turner, Stevie Wonder, Mina, Giorgia e tante altre belle canzoni. François mi aveva invitata ad imparare delle canzoni che si potevano  cantare in duetto, a due voci, cosa che trovavo aggiungesse un qualcosa al repertorio, soprattutto trattandosi di una voce femminile e di una voce maschile.

Il mio impresario e altri musicisti dell’ Hotel dissero a François che ero cambiata. Un giorno lui me lo riferì e mi disse di aver risposto: ’Non è cambiata! E’ stata sempre così! Bastava darle il suo giusto spazio e valore’.

Venivano ad ascoltarci regolarmente da Montecarlo e da Sanremo. Con alcuni clienti sanremesi, fini intenditori di jazz, diventai amica e continuammo a frequentarci per molto tempo negli anni a seguire. Mi feci 'contaminare' dalla loro passione e cultura jazzistica, e così andammo ad ascoltare dei bei concerti al Festival di Cimiez a Nizza e a quello altrettanto prestigioso di Juan les Pins. A loro va tutta la mia gratitudine, perchè ricordo che ogni tanto mi dicevano: 'Ma perchè non canti jazz?' e quindi posero le basi della mia futura crescita musicale.

arrivata l' estate, oltre ai dolori diffusi, iniziai a sentire quel senso di spossatezza tipico di chi ha l’ artrite. Era una sensazione che arrivava a fine giornata e che mi faceva desiderare di avere una cuoca, un maggiordomo e un autista, perchè mi mancava l'energia per farmi da mangiare, per 'portarmi' a dormire. E mi arrivava da un momento all'altro, senza preavviso.

(Da ragazzina ero pigra, rimandavo le cose. Grazie a questa malattia, ancora oggi approfitto dei momenti in cui ho energia per sbrigare le cose che ci sono da fare, e ho sviluppato quindi una volontà ferrea, fin esagerata!) 

Inoltre, iniziava un problema al gomito destro e anche le mani non stavano un gran che bene.  Stavo attenta ad evitare alcool e zucchero, ma putroppo non sapevo che ero intollerante al glutine e al latte. A quell’epoca ‘non usava’ fare questi test e ora, col senno di poi, penso che, se lo avessi saputo, avrei potuto evitare di creare col cibo una superflua infiammazione. 

All' una di notte, durante la pausa di mezz’ora al locale, piangevo per la stanchezza e anche per la mancanza di prospettiva. Mi sentivo molto sola, nonostante il lavoro andasse bene e amassi la mia casetta vicino al porto vecchio di Nizza. Conoscevo tantissime persone, ma erano rapporti superficiali e non trovavo nessuno per me, perchè per la maggior parte erano sentimentalmente impegnati. E l'uomo che cercavo io non andava per locali di notte...

 
Avevo la sensazione di essere come un criceto su una ruota che gira, gira, gira e che non va da nessuna parte, non costruisce nulla…

Quei dolori mi stavano dicendo che era ora di cambiare vita. Dormire di notte e lavorare di giorno, vita più sana. Questo volevo per la mia salute. E, più in profondità e più onestamente, avevo un gran bisogno di sentirmi amata. Stare in una relazione di amore, scambio, nutrimento, condivisione. 

 

'Amare profondamente qualcuno ti dà coraggio. Essere amati profondamente da qualcuno ti dà forza.'
Lao Tsu

 

TINA TURNER & EROS RAMAZZOTTI 'COSE DELLA VITA'  NEL VIDEO A FIANCO

 

'Sono cose della vita 

Ma la vita poi dov'è, dov'è, dov'è, yeah'

 

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