Journey, In viaggio col dolore




12. IN VIAGGIO COL DOLORE. "Cose della vita."

All' inizio del '98 tornarono i dolori e il gonfiore alle dita delle mani. Mi rivolsi a un luminare dell’agopuntura che avevo la fortuna di avere a 180 chilometri di distanza, a Aix-en-Provence. 
Seppi da lui che, se mi avessero fatto l’esame specifico della ferritina - quando non ci capivano niente perché le analisi erano tutte ok - lo avrebbero capito subito se era artrite o no.
Infatti, un anno dopo, dall’esame risultò che avevo la ferritina bassissima.
E così iniziai la cura di agopuntura da lui, andando 2 pomeriggi alla settimana a Aix-en-Provence. Ricordo che, quando lui mi chiese se avevo un marito o una relazione e gli risposi di no, mi disse: "Allora, anzichè una volta, venga due volte la settimana". 
 
Ai primi di luglio lasciai l’appartamentino di ripiego a Cannes dove mi ero rifugiata dopo la separazione con Pascal. Cambiai aria e mi trasferii a Nizza, città ben più viva e divertente.
Da un anno, ormai, cantavo nel locale sulla Promenade des Anglais con François, pianista ex chitarrista bravissimo, e cantante sopraffino.
Io e lui facevamo esplodere il soffitto. L’orario era tosto. Iniziava lui alle 22. Alle 23 salivo io e si andava avanti per 4 o 5 ore con mezz’ ora di pausa.
Ero talmente felice di cantare con lui! Amavamo gli stessi musicisti americani, italiani e francesi. Così, cantavo Tina Turner, Stevie Wonder, Mina, Giorgia e tante altre belle canzoni. François mi aveva invitata ad imparare delle canzoni da cantare in duetto con lui, cosa che trovavo aggiungesse un qualcosa al nostro repertorio, soprattutto trattandosi di una voce femminile e di una voce maschile.
 
Il mio impresario e altri musicisti dell’ Hotel dissero a François che ero cambiata. Un giorno lui me lo riferì e mi disse di aver risposto: ’Non è cambiata! E’ stata sempre così! Bastava darle il suo giusto spazio e valore.'
Venivano ad ascoltarci regolarmente da Montecarlo e da Sanremo. Con alcuni clienti sanremesi, fini intenditori di jazz, diventai amica e continuammo a frequentarci per molto tempo negli anni a seguire. Mi feci 'contaminare' dalla loro passione e cultura jazzistica, e così andammo ad ascoltare dei bei concerti al Festival di Cimiez a Nizza e a quello altrettanto prestigioso di Juan les Pins. A loro va tutta la mia gratitudine, perchè ricordo che ogni tanto mi dicevano: 'Ma perchè non canti jazz?' e quindi posero le basi della mia futura crescita musicale.
 
Arrivata l' estate, oltre ai dolori diffusi, iniziai a sentire quel senso di spossatezza tipico di chi ha l’ artrite. Era una sensazione che arrivava a fine giornata e che mi faceva desiderare di avere una cuoca, un maggiordomo e un autista, perchè mi mancava l'energia per farmi da mangiare, per 'portarmi' a dormire. E mi arrivava da un momento all'altro, senza preavviso.
(Da ragazzina ero pigra, rimandavo le cose. Grazie a questa malattia, ancora oggi approfitto dei momenti in cui ho energia per sbrigare le cose che ci sono da fare, e ho sviluppato quindi una volontà ferrea, fin esagerata!) 
Inoltre, iniziava un problema al gomito destro e anche le mani non stavano un gran che bene.  Stavo attenta ad evitare alcool e zucchero, ma putroppo non sapevo che ero intollerante al glutine e al latte. A quell’ epoca non si usava fare questi test e ora, col senno di poi, penso che, se lo avessi saputo, avrei potuto evitare di creare col cibo una superflua infiammazione. 
 
Durante la pausa di mezz’ora al locale, piangevo per la stanchezza e anche per la mancanza di prospettiva. Mi sentivo molto sola, nonostante il lavoro andasse bene e amassi la mia casetta vicino al porto vecchio di Nizza. Conoscevo tantissime persone, ma erano rapporti superficiali e non trovavo nessuno per me, perchè per la maggior parte erano sentimentalmente impegnati. E l'uomo che cercavo io non andava per locali di notte.
 
Avevo la sensazione di essere come un criceto su una ruota che gira, gira, gira e che non va da nessuna parte, non costruisce nulla…
Quei dolori mi stavano dicendo che era ora di cambiare vita. Dormire di notte e lavorare di giorno, vita più sana. Questo volevo per la mia salute. E, più in profondità e più onestamente, avevo un gran bisogno di sentirmi amata. Stare in una relazione di amore, scambio, nutrimento, condivisione. 
 
 

'Amare profondamente qualcuno ti dà coraggio. Essere amati profondamente da qualcuno ti dà forza.'

Lao Tsu

 

 

TINA TURNER & EROS RAMAZZOTTI 'COSE DELLA VITA'  NEL VIDEO A FIANCO

 

Sono umane situazioni
Quei momenti fra di noi
I distacchi ed i ritorni
Da capirci niente e poi
Gia come vedi
Sto pensando a te...sì...da un po'
 
They're just human contradictions
Feeling happy feeling sad
These emotional transitions
All the memories we've had
Yes, you know it's true
That I just can't stop thinking of you.
 
No I just can't pretend
All the time that we spent could die
Wanna feel that love
All the love we felt then
 
Confinanti di cuore solo che ognuno sta
Dietro gli steccati degli orgogli suoi
Sto pensando a te
Sto pensando a noi
 
Sono cose della vita
Vanno prese un po' cosi
Some for worse and some for better
But through it all we've come so far
Già...come vedi
Io sto ancora in piedi perché
 
Sono umani tutti i sogni miei
Con le mani io li prenderei, sì perchè
What's life without a dream to hold?
Take my hand and never let me go
 
It's part of life together
But what future does it hold?
Sono cose della vita
Ma la vita poi dov'è, dov'è
 
Yes, you know it's true
I just can't stop thinking of you
Questa notte che passa piano accanto a me
Cerco di affrontarla, afferrarla
If our hearts miss a beat
Or get lost like a ship at sea
I wan to remember, I can never forget
 
Can't stop thinking of you
Sto pensando a noi
Can't stop thinking of you

Can't stop

Ramazzotti-Cogliati

 

 

 

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