Journey, In viaggio col dolore



05.12.2018
10. IN VIAGGIO COL DOLORE. La fine di un'epoca.

Molte cose poi cambiarono.
I clienti e il personale dell‘ hotel, che ormai mi conoscevano da qualche anno, non dicevano che mi era cambiata la voce. Dicevano che ‘a Mariangela era successo qualcosa.’
 
Grazie alla salute ritrovata e a tutta quell' energia che impiegavo per la mia ricerca vocale e la mia ricerca interiore, avevo raggiunto una certa armonia e stabilità. Ma non mi sentivo più in sintonia con Pascal. Non c’era più intimità. Non mi sentivo più connessa con lui. Mi voleva bene, era sensibile, ma quando scoprii che mi aveva nascosto di essere ancora sposato in Norvegia e che quindi non era separato legalmente da sua moglie, per me fu la fine. Fu un dolore e un senso di estraniamento fortissimo, come se fossi caduta in un' altra dimensione, se improvvisamente conoscessi un aspetto della vita (e dell'umanità) che avevo ignorato. Anche se lui era lì, con me, avrebbe però dovuto dirmelo. Si spezzò qualcosa che ci mise anni per ripararsi.
Provai a stare ancora qualche mese con lui per sentire se mi tornava la fiducia. Se ce la facevo.... Ma compresi che la sincerità era essenziale per me in una relazione d’ amore.
 
Lasciai Pascal nella primavera del '97. Cercai un appartamentino di ripiego e telefonai al mio impresario dicendogli che avevo bisogno di lavorare di più. O meglio, cantare a qualche festa privata, dove si stava in ballo per qualche ora in più, ma si guadagnava almeno 3 volte tanto in ambienti straripanti di lusso e benessere.
In quel periodo anche il mio maestro di yoga, con la moglie e i figli, si trasferiva lontano.
Fu molto dura. Soprattutto quando finiva la giornata e, la sera, mi ritrovavo da sola. Stavo in un monolocale che aveva una bella terrazza. La sera, se non altro, potevo ammirare da lì dei tramonti spettacolari.
 
 
 
'Non siamo mai così vulnerabili come quando ci fidiamo di qualcuno, ma paradossalmente non possiamo trovare gioia e amore senza fiducia.'
Walter Inglis Anderson
 
 
 
JONI MITCHELL 'BOTH SIDES NOW' ('DA ENTRAMBI I LATI, ORA')  NEL VIDEO A FIANCO 
 
 
Cascate di capelli d’angelo 
E castelli di gelato nell’ aria
E canyons di piume ovunque
Così mi sono sembrate le nuvole.
 
Ma ora solamente oscurano il sole
Ricoprono tutti di pioggia e di neve
Quante cose avrei voluto fare
Ma le nuvole si sono messe in mezzo.
 
Ho guardato le nuvole da entrambi i lati, ora
Dall’alto e dal basso, eppure in qualche modo
Il mio ricordo delle nuvole è un’ illusione
Le nuvole, non le conosco affatto.
 
Lune ed estati e ruote panoramiche
La sensazione da capogiro che ti prende
Quando ogni favola si avvera
Così mi è sembrato l’ amore.
 
Ma ora è tutta un’ altra storia
Quando te ne vai, sono lì che ridono
E se ci soffri, non farglielo sapere
Non buttarti via.
 
Ho guardato l’ amore da entrambi i lati, ora
il dare e il prendere, eppure in qualche modo
il mio ricordo dell’ amore è un’ illusione
l’ amore, non lo conosco affatto.
 
Lacrime e paura e orgoglio
Per dire ‘ti amo’ a piena voce
Sogni e progetti e folle da circo
Così mi è parsa la vita.
 
Ma ora i vecchi amici si comportano in modo strano
Scuotono la testa, dicono che sono cambiata
Bè, per ciò che ho perso qualcos’ altro ho guadagnato
Nel quotidiano vivere.
 
Ho guardato la vita da entrambi i lati, ora
Dalla vittoria e dalla sconfitta, eppure in qualche modo
Il mio ricordo della vita è un’ illusione
La vita, non la conosco affatto.
 
Ho guardato la vita da entrambi i lati, ora
Dall’ alto e dal basso, eppure in qualche modo
il mio ricordo della vita è un’ illusione
La vita, non la conosco affatto.
 
 

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