Journey, In viaggio col dolore



28.11.2018
09. IN VIAGGIO COL DOLORE. Tra Cannes, Nizza, Genova e Parigi.

All’inizio dell’estate del 1995 ritornai a vivere in Costa Azzurra.
‘Sei un fiore’ mi disse la mamma di Pascal quando mi rivide dopo circa 4 mesi di cura e di riacquisito benessere.
 
Seguì un periodo di circa 2 anni in cui avevo moltissima vitalità.
Vivevamo a Cannes. Pascal era diventato direttore della ristorazione in un Hotel a Juan les Pins. Aveva un modo di amarmi molto pratico e rispettava il mio desiderio di crescita e i miei frequenti spostamenti.
 
Nei week end facevo la cantante e la casalinga. Non so come, ma riuscii anche a confezionare le tende e le mantovane per la nuova casa. Rimbalzavo tra Cannes, Nizza, Genova e Parigi.
Ogni 2 settimane andavo a Genova a trovare i miei genitori, già anziani.
 
E ogni 2 settimane, col treno ad alta velocità TGV, ero a Parigi dal mio maestro di canto per 2 lezioni, una il martedi sera e l'altra il mercoledi mattina.
L'approccio con quel nuovo metodo vocale per me non fu semplice, perché dovevo lasciar andare le vecchie abitudini consolidate in 20 anni di canto da autodidatta.
Il mio insegnante mi aveva chiesto di non prendere ingaggi, non cantare. I nuovi meccanismi vocali che praticavo avevano bisogno di tempo per stabilizzarsi. Se avessi cantato, sarei ricaduta nelle vecchie abitudini. Ma avevo già tirato parecchio la corda col mio impresario in passato mettendomi in malattia, per cui mi abituai a cantare e studiare, adattando la nuova tecnica alle vecchie canzoni.
Parte integrante del metodo era quella di registrare su musicassette tutte le lezioni, così a casa potevo studiare più facilmente e velocemente. Era un metodo vocale molto serio.
Un giorno, appena uscita dalla terza lezione, ricordo che mi ritrovai a pensare: ”Ma come ho fatto a cantare fino a oggi per 20 anni senza sapere tutte queste cose! Ho fatto miracoli!”
Praticavo 5 sessioni di canto di 20 minuti alla settimana, precedute da degli esercizi di respirazione.
La volontà e la fiducia nel metodo non mi mancavano, anche se all’inizio la mia voce mi sembrava davvero ‘moscia’!
 
 
Poi c'era lo yoga a Nizza che fu importante per farmi nuove amicizie, avere un punto di riferimento per la mia ricerca interiore e mantenere elastico e sano il mio corpo. Lo ritrovai, il mio corpo, anche se ormai la sensazione di vulnerabilità e la paura di peggiorare lo stato di salute non se ne sarebbero andate mai più.
Il mio insegnante di yoga aveva una flessibilità fisica e quindi caratteriale straordinaria. Io lo adoravo, perchè era dolce, ma autorevole. Grazie a lui, iniziai  a praticare la Meditazione Vipassana regolarmente un quarto d'ora tutte le sere. Smisi di fumare quelle 10 sigarette al giorno che mi sembravano indispensabili e imparai a fare i conti con la mia intensa emotività. 
 
Avevo una vita piena, ma, col passare dei mesi, più mi volevo bene e mi sentivo realizzata a livello individuale e più mi sentivo lontana da Pascal. Non trovavo più terreni di condivisione profonda con lui.... non 'dovrebbe' essere il contrario, in una storia d' amore?
 
 
 
'L’amore non è una passione. L’amore non è un’emozione.
L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’ altro ti completa.
Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’ altro rinforza la tua presenza.'
Osho
 

 

VERONIQUE SANSON 'QUELQUES MOTS D' AMOUR' NEL VIDEO A FIANCO

 

'Ti invio, come da una farfalla a una stella, 

qualche parola d' amore'

 

 

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