Journey, In viaggio col dolore



21.11.2018
08. IN VIAGGIO COL DOLORE. Genova, un nuovo progetto.

Ero a Genova. Rivedevo le amiche, gli amici-musicisti, i miei genitori, stavo nella mia casetta sotto i tetti del centro storico di Genova. Ritrovavo i compagni di yoga e mi prendevo cura di me, ovviamente facendomi curare da Irene e stando rigorosamente a dieta. In quel periodo ripresi a vedere molti film e a nutrire i miei interessi per l’arte, la musica, il cinema. I dolori passavano. Non ricordo quando, ma trovai nel giro di pochi mesi un rinnovato benessere. 'Rinnovato' perchè avevo imparato che stare bene per me voleva dire un mix imprescindibile di fattori: cibo adeguato a cui il mio corpo non era intollerante, relazioni sane, cure appropriate non invasive, il valore del mio cantare e anche il valore della mia cultura di provenienza e dell' educazione ricevuta dalla mia famiglia. 
 
Avevo un libro in casa di un cantante lirico francese che già negli anni Settanta insegnava tecnica vocale, inserendo tecniche di rilassamento, visualizzazioni, meditazioni ed esercizi per acquisire maggior consapevolezza e contatto col proprio corpo. Per lui la voce era corpo, mente, psiche e anima. Avevo quel libretto dal 1981. Lo desideravo leggere e capire da allora. E ora potevo! Essere andata a vivere in Francia e aver imparato a parlare francese diventava una risorsa! Potevo leggere quella ‘guida al lavoro vocale’ che aveva un bellissimo titolo ‘Trouver sa voix, Trovare la sua voce’  ma anche ‘trovare la sua ‘via’ perché ‘voce’ e ‘via’ in francese si pronunciano ‘vuà’, con lo stesso suono. Il titolo quindi ha un’ assonanza tra voce e via: trovare la sua voce ma anche la sua via. ‘Sua’, cioè dell’ anima.
 
Leggendolo, scoprivo di essere completamente in sintonia con ciò che scriveva. (Avevo partecipato da giovanissima a dei laboratori sperimentali di uso della voce del Roy Hart Theater e di Julie Tippets ed ero un' ammiratrice di Demetrio Stratos e dei suoi esperimenti vocali). 
In quel libro c’era tutto quello che avevo sempre desiderato sapere sulla voce. Soprattutto mi piaceva quell’ approccio da un lato scientifico e didattico e dall’altro quasi ‘spirituale’. Si leggeva che alcuni suoi allievi si erano trasformati, dopo un certo tempo di studio con lui, cambiando vita o addirittura voce. 
 
Grazie a quel libro e al suo autore, si delineò meglio dentro di me il senso del mio cantare che non era solo interpretare ed eseguire in modo vocalmente appropriato e musicale delle canzoni, ma era anche usare la propria voce per conoscersi in profondità, esplorare il proprio sè. Iniziai quindi ad accarezzare un progetto: rintracciarlo per vedere se era possibile fare delle lezioni con lui, a Parigi!! 
Tramite la casa editrice gli scrissi una lettera. Ricordo ancora la sensazione che provai quando finalmente gli parlai al telefono. Qualcosa dentro si compattava. Non parlò di dare o ricevere delle lezioni, ma disse che avremmo iniziato un lavoro assieme.
Avevo un rendez-vous con lui a Settembre!         
 
 
'Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso.'
Erich Fromm
 
 
'Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure.'
Nelson Mandela
 
 
'Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora'.
Johann Wolfgang Göethe
 
 
DAL MUSICAL 'WEST SIDE STORY'- MARNI NIXON & JIMMY BRYANT  'SOMEWHERE' NEL VIDEO A FIANCO. 
Una delle prime canzoni che imparai da Louis-Jacques Rondeleux.
 
'C’è un posto per noi
Un tempo e un luogo per noi
Prendimi per mano e saremo a metà strada
Prendimi per mano e ti condurrò là
In qualche modo
Un giorno
Da qualche parte.'

 

 

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