Journey, In viaggio col dolore



07.11.2018
06. IN VIAGGIO COL DOLORE. Genova, analisi approfondite.

Nel frattempo io e Pascal avevamo iniziato a vivere assieme. Mi ero messa in malattia, anche se l’impresario insisteva perché andassi a lavorare. Non avrei mai potuto stare in piedi per 3 ore a cantare e sgambettare col sorriso su un tacco 12. Gli dissi che, se collegava il cavo del mio microfono dal piano bar dell'Hotel Casinò alla mia camera da letto, avrei potuto cantare! (Avevo imparato a dire di no).
 
Visto che non si capiva che cosa avessi, mi sentivo più tranquilla a fare ulteriori indagini a Genova, ritrovare la mia famiglia, la mia casa, le mie amicizie e trovare una strada per indagare sulla causa di quei dolori che comunque continuavano a persistere, nonostante prendessi i farmaci prescritti da un reumatologo anche famoso della zona.
 
Andai a Genova. Ricoverata per circa una settimana, mi fecero molti e svariati esami. Essendo in ospedale, non avevo mangiato molta pasta e latte e formaggi. Stavo meglio e mi ero sgonfiata fisicamente.
 
Col senno di poi, non mi fecero dei test per capire se ero intollerante a qualche cibo! All’epoca non si ‘usava’ fare i test delle intolleranze alimentari. Ora so che il mio stare meglio dipendeva dall’ aver evitato i cibi a me dannosi. E ne ebbi conferma un po' di tempo dopo… 
 
 
Fui licenziata con una diagnosi di ‘sindrome fibromialgica’ e mi suggerivano un trattamento psicoterapico antidepressivo e/o ansiolitico.
Ero punto e accapo. Da un lato sollevata e dall’altra molto preoccupata. Stavo perdendo fiducia nella medicina tradizionale.
 
Meno male che avevo immaginato un ‘piano B’  contattando una persona che praticava con notevoli risultati un tipo di medicina alternativa a Genova.
 
 
'Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la stessa profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno che sei venuta al mondo. Senza farti distrarre da nulla, aspetta, aspetta ancora, stai ferma in silenzio e ascolta il tuo cuore. E quando poi ti parla alzati e va’ dove lui ti porta, va’ dove ti porta il cuore.' Susanna Tamaro
 
 
PAOLO CONTE 'GENOVA PER NOI' NEL VIDEO A FIANCO 
 
 
Con quella faccia un po' così
Quell'espressione un po' così
Che abbiamo noi prima di andare a Genova
E ogni volta ci chiediamo
Se quel posto dove andiamo
Non c' inghiotta, e non torniamo più
 
Eppur parenti siamo un po'
Di quella gente che c'è là
Che come noi è forse un po' selvatica
Ma la paura che ci fa quel mare scuro
Che si muove anche di notte
E non sta fermo mai
 
Genova per noi
Che stiamo in fondo alla campagna
E abbiamo il sole in piazza rare volte
E il resto è pioggia che ci bagna
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra....
 
Ma quella faccia un po' così
Quell' espressione un po' così
Che abbiamo noi
Mentre guardiamo Genova
Come ogni volta l'annusiamo
E circospetti ci muoviamo
Un po' randagi ci sentiamo noi.
 
Macaia, scimmia di luce e di follia
Foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia.
E intanto, nell'ombra dei loro armadi,
Tengono lini e vecchie lavande
Lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova, ai giorni tutti uguali
 
In un' immobile campagna
Con la pioggia che ci bagna
E i gamberoni rossi sono un sogno
E il sole è un lampo giallo al parabrise
 
Con quella faccia un po' così
Quell'espressione un po' così
Che abbiamo noi
Che abbiamo visto Genova....
 

Photography by © Giorgio Bergami

 

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