Journey, In viaggio col dolore




04. IN VIAGGIO COL DOLORE. Dire di no.

Trasferirmi in Costa Azzurra mi permetteva di vivere come cantante, con un lavoro fisso, e di mettermi in gioco esprimendo qualità che conoscevo a malapena di me. I benefits come musicista erano altamente migliori di quelli italiani. Il luogo internazionale, incantevole, con belle spiagge libere pulitissime, assistenza sanitaria efficiente, un sindacato musicisti e il sussidio di disoccupazione, mi convinsero a fare quel passo. I musicisti in Francia dipendono dal ministero della Cultura, non da quello del Lavoro. D'altra parte, che cosa avevo da perdere?
Ma sottovalutavo o rimuovevo una serie di cose che con gli anni ho capito che per me sono importanti. Nel luogo dove nasci ci sono sicurezze consolidate. Hai una specifica immagine di te e ti senti sostenuto dalla tua storia fatta di affetti, esperienze, percorsi, sicurezze che ti costruisci strada facendo.
Quando ti sradichi, invece, fai un 'reset'. Parti più o meno da zero. Ci vuole forza e coraggio. Per stare bene, hai bisogno di sentirti rispettata, apprezzata e soprattutto amata.
Ricordo che lì a Cannes cercavo di resistere, pensando che col tempo la mia situazione sarebbe migliorata. Ma era un 'resistere' non proprio consapevole. 
 
Tornando al 6 ottobre del 1994 e ai giorni seguenti in cui il dolore viaggiava nel mio corpo sottoforma di morsi e pugnali, guardai il calendario delle serate che avevo fatto. Avevo lavorato per più di 2 mesi di fila con una sola giornata di pausa per un abbassamento di voce! 72 giorni. Ho scoperto dopo che è illegale. 
In quei mesi mi ero stressata parecchio. Avevo imparato a capire e a esprimermi in francese, mi ero trovata in un ambiente lavorativo nuovo e non sempre amichevole e gestivo emotivamente la svalutazione di me. Non dormivo bene e mangiavo delle cose che provocavano forte infiammazione nel mio fisico, a saperlo!  
 
E non appena mi lego sentimentalmente a Pascal, a quel luogo e a quel lavoro, inizio a stare male.
Il mio corpo mi dice di fermarmi e di sentire che cosa c'è che non va e di trovare una soluzione. Ma io non ho la fiducia in me e la sicurezza di dirmi che è meglio rinunciare e dire un "No!" lapidario a quell’impresario italiano e pianista che mi chiamava sempre 'Mariangelina'. Forse per lui era un modo affettuoso di chiamarmi, ma a me risuonava come uno sminuirmi, trattarmi da bambina.
 
 
Sarebbe stato meglio ‘abbandonare’ quella Mariangela che era fiera di sé perché guadagnava la sua vita cantando in un posto elegante. Quella Mariangela che voleva che suo padre fosse fiero di lei, che continuava a resistere per orgoglio e che aveva bisogno di sentirsi ‘tutta d’ un pezzo’ come aveva fatto per tutta la vita. Per questo non sentiva il disagio di cantare a comando come un cagnolino ammaestrato.
Sarebbe stato meglio tornarsene a casa, con la coda tra le gambe, per stare in un luogo accogliente e familiare e dedicarmi a un progetto musicale in cui credevo, coi ‘miei’ musicisti amici per esprimere ciò che più amavo. 
La soluzione inconscia e più ovvia fu quella di innamorarmi. In questo modo avrei potuto sentirmi amata, e, forse, amare.
 
Tante domande, col senno di poi, mi sarei chiesta:
 
‘Come mai non riesco a mettere d'accordo tutte queste parti di me?’
 
‘Posso trovare un modo per farlo?’
 
‘Che cosa succederebbe se dicessi di sì? Che cosa sento? Che cosa calpesto o metto da parte? Ciò che calpesto quanto è importante per me?’
 
‘Che cosa succederebbe se dicessi di no? Che cosa sento? Che cosa calpesto o metto da parte? Ciò che calpesto quanto è importante per me?’
 
‘Sono capace di dire di no? Come mai non sono capace? Che cosa perdo? Che cosa succede se dico di no?’
 
 
'Nello spazio tra un sì e un no, c’è tutta una vita. È la differenza tra il sentiero che percorri e quello che ti lasci alle spalle; è la discrepanza tra chi credevi di poter essere e chi sei veramente: è il posto vuoto per le bugie che ti racconterai in futuro.'
Jodi Picoult
 
 
'Riparare l'istinto ferito, bandire l'ingenuità, apprendere gli aspetti più profondi della psiche e dell'anima, trattenere quel che abbiamo appreso, non volgerci altrove, proclamare a gran voce che cosa vogliamo… tutto ciò richiede una resistenza sconfinata e mistica.'
Clarissa Pinkola Estés
 
 
 
PAOLO CONTE 'VIA CON ME ' NEL VIDEO A FIANCO  
 
Via via
Vieni via di qui
Niente piu' ti lega a questi luoghi
Neanche questi fiori azzurri
 
Via via
Neanche questo tempo grigio
Pieno di musiche
E di uomini che ti son piaciuti
 
It's wonderful
It's wonderful
It's wonderful
Good luck my baby
It's wonderful
It's wonderful
It's wonderful
I dream of you.
Paolo Conte
 
 
 
 
 
 
 
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