Journey, In viaggio col dolore



24.10.2018
04. IN VIAGGIO COL DOLORE. Dire di no.

Negli anni ho poi capito che, andando all’ estero senza più la mia storia e radici e amici a sostegno, l’ immagine di me cambiava. Per me era come un ripartire da zero. Allora c’era bisogno di farsi dei punti di riferimento, degli affetti, delle certezze sul lavoro e nella vita. Sentirsi rispettati e apprezzati come a casa, e amati. Ricordo che lì in Costa Azzurra cercavo di resistere, pensando che col tempo la mia situazione sarebbe migliorata. Ma era un 'resistere' non proprio consapevole. Ricordo che speravo e desideravo realizzare questo e quest'altro...
 
 
Tornando al 6 ottobre del 1994 e ai giorni seguenti in cui il dolore viaggiava nel mio corpo sottoforma di morsi e pugnali, guardai il calendario delle serate che avevo fatto. Avevo lavorato per più di 2 mesi di fila con una sola giornata di pausa per abbassamento di voce! 72 giorni. Ho scoperto dopo che è illegale. 
In quei mesi mi ero stressata parecchio. Avevo imparato a capire e a esprimermi in francese, mi ero trovata in un ambiente lavorativo nuovo e non sempre amichevole e gestivo emotivamente la svalutazione di me. Non dormivo bene e mangiavo delle cose che provocavano forte infiammazione nel mio fisico, a saperlo!!  
 
E non appena mi lego sentimentalmente a Pascal, a quel luogo e a quel lavoro, inizio a stare male.
Il mio corpo mi dice di fermarmi e di sentire che cosa c'è che non va e di trovare una soluzione. Ma io non ho la fiducia in me e la sicurezza di dirmi che è meglio rinunciare e dire un no lapidario a quell’impresario italiano e pianista che mi chiamava sempre 'Mariangelina'. Forse per lui era un diminutivo affettivo, a me risuonava come uno sminuirmi, trattarmi come una bambina.
 
Sarebbe stato meglio ‘abbandonare’ quella Mariangela che era fiera di sé perché guadagnava la sua vita cantando in un posto elegante. Quella Mariangela che voleva che suo padre fosse fiero di lei, che continuava a resistere per orgoglio e che aveva bisogno di sentirsi ‘tutta d’ un pezzo’ come aveva fatto per tutta la vita. Quella Mariangela che cantava a bacchetta come un cagnolino ammaestrato.
Sarebbe stato meglio tornarsene a casa, con la coda tra le gambe, per stare in un luogo accogliente e familiare e dedicarmi a un progetto musicale in cui credevo, coi ‘miei’ musicisti amici per esprimere ciò che più amavo. 
La soluzione inconscia e più ovvia fu quella di innamorarmi. In questo modo avrei potuto sentirmi amata, e amare, forse... 
 
Tante domande, col senno di poi, mi sarei chiesta:
 
‘Come mai non riesco a mettere d'accordo tutte queste parti di me?’
 
‘Posso trovare un modo per farlo?’
 
‘Che cosa succederebbe se dicessi di sì? Che cosa sento? Che cosa calpesto o metto da parte? Ciò che calpesto quanto è importante per me?’
 
‘Che cosa succederebbe se dicessi di no? Che cosa sento? Che cosa calpesto o metto da parte? Ciò che calpesto quanto è importante per me?’
 
‘Sono capace di dire di no? Come mai non sono capace? Che cosa perdo? Che cosa succede se dico di no?’
 
 
'Nello spazio tra un sì e un no, c’è tutta una vita. È la differenza tra il sentiero che percorri e quello che ti lasci alle spalle; è la discrepanza tra chi credevi di poter essere e chi sei veramente: è il posto vuoto per le bugie che ti racconterai in futuro.'
Jodi Picoult
 
 
'Riparare l'istinto ferito, bandire l'ingenuità, apprendere gli aspetti più profondi della psiche e dell'anima, trattenere quel che abbiamo appreso, non volgerci altrove, proclamare a gran voce che cosa vogliamo… tutto ciò richiede una resistenza sconfinata e mistica.'
Clarissa Pinkola Estés
 
 
PAOLO CONTE 'VIA CON ME ' NEL VIDEO A FIANCO  
 
Via via
Vieni via di qui
Niente piu' ti lega a questi luoghi
Neanche questi fiori azzurri
 
Via via
Neanche questo tempo grigio
Pieno di musiche
E di uomini che ti son piaciuti
 
It's wonderful
It's wonderful
It's wonderful
Good luck my baby
It's wonderful
It's wonderful
It's wonderful
I dream of you
 
 

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