Journey, In viaggio col dolore



10.10.2018
02. IN VIAGGIO COL DOLORE. La musica e l'amore sono la stessa cosa.

Avevo accettato di fare quest’esperienza come cantante in una dimensione internazionale come la Costa Azzurra di quegli anni, stanca di fare la divetta genovese di rythm 'n' blues e curiosa di ampliare la mia esperienza di vita e di musica.  
Avevo imparato 150 canzoni in 30 giorni. 5 al giorno di lingue diverse: francese, inglese, spagnolo, portoghese, italiano. I generi musicali erano i più svariati, perché il nostro doveva essere un repertorio internazionale, come la clientela dell’hotel.
 
Il mio biglietto da visita fu la canzone appena uscita di Whitney Houston 'I Will Always Love You' (dal film ‘The Bodyguard’)  che per gli anni a venire fu il mio ‘cavallo di battaglia’.
 
Arrivata lì, dovetti imparare il francese rapidamente e abituarmi a una forma di orari, gerarchie e di modo di lavorare cantando totalmente estranei al mio vecchio stile di vita. 
 
In 19 anni di eclettica esperienza musicale, quasi sempre come band leader, sapevo stare un po’ ovunque, sia professionalmente che umanamente. Teatro, televisione, clubs, feste di piazza, manifestazioni politiche importanti, concerti da sola per voce e chitarra. Ma in quella situazione avere un temperamento artistico non voleva dire un gran che. Il talento, anzi, sentivo che dava fastidio.
 
 
Dovevo cantare a comando, come una bestia ammaestrata.
Il livello musicale, seppur piuttosto alto per la zona, era però basso per i miei standard e, a livello umano, mi assegnavano a volte a dei musicisti, a volte a degli altri. Si cantava e si suonava a rotazione un po' con tutti. Il contrario di come si opera di solito nella musica. Hai il tuo gruppo di musicisti-amici coi quali scegli e provi le canzoni, ne consolidi gli arrangiamenti ma anche il feeling, l’interpretazione. Insomma, costruisci qualcosa di bello. 
Avevamo, tutte noi cantanti, più o meno lo stesso repertorio. (io sola cantavo Whitney Houston e Mariah Carey, a dir la verità) 
Mi avevano dato una specie di macchinetta 'mangia floppy disk' che faceva suonare delle basi musicali con dei suoni brutti e io provavo vergogna.
 
Non lo sapevo così chiaramente, ma la musica per me era (ed è!) un qualcosa di sacro e di puro, anche se si trattava di rock and roll o musica pop. Era l’amore della mia vita, il mio modo di esserci nel mondo e la mia passione. Il mio dire ‘Io sono’.
 
Meno male che in  questo primo periodo lavorativo riuscivo a sedare lo stress e la frustrazione con lo Yoga Nidra, delle sessioni di rilassamento che praticavo a casa unite all’  Hatha Yoga per mantenermi positiva e volare alta sopra le invidie e le piccolezze che spesso mi attorniavano. 
 
‘La musica è una via alla meditazione
ed è la via più bella di tutte.
La musica aiuta dall’esterno 
ad entrare in sintonia 
con la dimensione interiore.
L’uomo viene dal paradiso e anche la musica.
Una volta che tu conosci la chiave per aprire la porta della musica,
tu hai aperto anche la porta del paradiso.
Il segreto della vita è nella musica.’
OSHO 
 
 
 
WHITNEY HOUSTON 'I WILL ALWAYS LOVE YOU' NEL VIDEO A FIANCO. Prima di questa grande performance dal vivo, Whitney presenta la canzone dicendo: “Per me la musica e l’amore sono la stessa cosa”
 
‘Se io dovessi restare
ti sarei solo d’intralcio 
Così me ne andrò
Ma so che penserò a te 
in ogni momento della  vita
 
E ti amerò per sempre 
Ti amerò per sempre..’
 

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